Il mondo del farmaco si prepara a una settimana intensa, tra controversie legali, acquisizioni strategiche e aggiornamenti normativi. Tra le notizie più rilevanti, spiccano la richiesta di due aziende di riaprire l’accesso alla pillola abortiva mifepristone e l’ultima mossa di UCB nel settore delle terapie autoimmuni.

Mifepristone: due aziende chiedono alla Corte Suprema di ripristinare l’accesso via posta

Danco Laboratories e GenBioPro hanno presentato un ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti per chiedere il ripristino dell’accesso al mifepristone tramite spedizione postale. La mossa mira a garantire alle donne l’accesso a uno dei metodi abortivi più diffusi negli Stati Uniti, in attesa delle decisioni definitive sui ricorsi legali in corso.

La richiesta è arrivata sabato, appena un giorno dopo che un tribunale d’appello aveva temporaneamente bloccato le consegne del farmaco, limitando significativamente la sua distribuzione in tutto il paese. In particolare, l’ordinanza del tribunale inferiore rappresenta la prima restrizione significativa sull’accesso al mifepristone in una serie di cause legali che contestano sia l’approvazione iniziale del farmaco, avvenuta nel 2000, sia le norme successive che ne hanno facilitato l’ottenimento.

UCB rafforza la sua presenza nelle terapie autoimmuni con un’acquisizione da 2 miliardi di dollari

UCB ha annunciato la sua seconda acquisizione dell’anno, con l’acquisto di Candid Therapeutics, una mossa strategica per consolidare la propria posizione nel settore delle terapie per malattie autoimmuni. Il deal prevede un pagamento iniziale di 2 miliardi di dollari, con un potenziale aggiuntivo di 200 milioni di dollari in base al raggiungimento di milestone prestabilite.

L’accordo permetterà a UCB di aggiungere alla sua pipeline quattro candidati terapeutici basati su cellule T, due dei quali sono già in fase iniziale di sperimentazione clinica. Per Candid Therapeutics, invece, l’acquisizione da parte di UCB ha comportato la rinuncia a un accordo di fusione inversa con Rallybio, annunciato all’inizio di marzo. Questo accordo avrebbe garantito a Candid una quotazione al Nasdaq e un finanziamento di 505 milioni di dollari.