Una delle più grandi piattaforme di scambio di criptovalute russe, Grinex, ha cessato le operazioni dopo aver subito un attacco informatico che ha sottratto oltre 1 miliardo di rubli (13 milioni di dollari). La notizia, diffusa tramite il canale Telegram ufficiale dell’exchange, segna un ulteriore colpo alla già indebolita economia russa.

Secondo quanto riportato dagli amministratori di Grinex, l’attacco presenterebbe «caratteristiche tipiche di un coinvolgimento di servizi di intelligence stranieri», grazie all’impiego di risorse e tecnologie «esclusive di agenzie di stati ostili».

La chiusura di Grinex rappresenta un serio danno per l’infrastruttura russa che aggira le sanzioni internazionali. L’exchange, infatti, facilitava transazioni per quasi 100 miliardi di dollari in A7A5 nel 2025, una stablecoin utilizzata da aziende russe per eludere i controlli finanziari.

«La scomparsa di Grinex danneggia gravemente questa infrastruttura non solo per l’attacco subito, ma perché priva le imprese russe di uno strumento essenziale per convertire i rubli in valute internazionali utilizzabili», ha dichiarato Nick Harris, CEO di CryptoCare, società specializzata nel recupero di asset crittografici, a DL News. «La pressione delle sanzioni sull’economia russa è diventata ancora più difficile da superare».

Il ruolo di Grinex nel sistema finanziario ombra russo

Grinex è l’erede di Garantex, un altro exchange di criptovalute precedentemente sanzionato e chiuso. Entrambe le piattaforme erano state create per offrire un’alternativa finanziaria alla Russia, sottoposta a severe sanzioni dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.

Grinex ha giocato un ruolo chiave nel facilitare transazioni in A7A5, una stablecoin utilizzata da aziende russe per condurre affari al di fuori dei circuiti bancari internazionali. Tuttavia, nell’agosto 2025, Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito hanno sanzionato anche Grinex e Old Vector, l’azienda dietro A7A5, accusandoli di far parte di un «sistema finanziario ombra» progettato per bypassare la rete bancaria globale.

Le conseguenze economiche per la Russia

Le sanzioni occidentali hanno già rallentato significativamente l’economia russa. Secondo le ultime stime, il PIL del paese è sceso dell’1,8% nei primi due mesi del 2025, un dato inferiore alle aspettative del governo. Gli analisti prevedono che questa tendenza negativa continuerà nel breve periodo.

Le esportazioni di petrolio via mare, una delle principali fonti di reddito per Mosca, potrebbero raggiungere i livelli più bassi dal 2023 a causa dei danni infrastrutturali causati dalla guerra. Alcuni leader europei, tra cui Thomas Nilsson, capo del servizio di intelligence militare e sicurezza della Svezia, ipotizzano che la situazione economica russa sia in realtà ancora più grave, considerando il prezzo attuale del greggio.

«L’economia russa può seguire solo due scenari: un declino a lungo termine o uno shock improvviso. In entrambi i casi, il paese è destinato a una spirale discendente verso un disastro finanziario», ha dichiarato Nilsson al Financial Times.

Fonte: DL News