La commissaria democratica della Federal Communications Commission (FCC), Anna Gomez, ha espresso forte sostegno a Disney nella sua battaglia legale contro le indagini avviate dall'FCC sotto la guida del presidente Brendan Carr. In una lettera indirizzata a Josh D’Amaro, CEO di Disney, Gomez ha definito la situazione «una battaglia che vale la pena combattere» e ha garantito il proprio impegno a difendere la libertà di stampa.
«Vedo con favore che Disney abbia scelto il coraggio invece della resa», ha scritto Gomez, aggiungendo: «La strada davanti potrebbe non essere facile, ma la legge, i fatti e l’opinione pubblica sono dalla vostra parte. Questa è una battaglia che vale la pena combattere, e sono convinta che la vincerete». La commissaria ha inoltre promesso di utilizzare «tutti gli strumenti a mia disposizione» per denunciare i tentativi dell’FCC di limitare la libertà di stampa e per assicurare trasparenza nel processo.
La lettera di Gomez fa seguito alla petizione presentata da Disney venerdì scorso all’FCC, nella quale l’azienda chiede una dichiarazione ufficiale per contestare l’indagine avviata contro il programma «The View». L’accusa riguarda una presunta violazione della regola del «tempo uguale» dopo la partecipazione del candidato democratico al Senato James Talarico. Disney sostiene che l’indagine minaccia di «soffocare il dibattito pubblico protetto», non solo per «The View», ma anche per altri media.
Nel documento, Disney ricorda che «The View» opera da oltre vent’anni sotto un’esenzione come programma di informazione, in linea con le interpretazioni storiche della FCC. L’azienda sottolinea inoltre che oggi esiste un «mercato più ricco che mai» per l’informazione politica, con podcast, social media e piattaforme di streaming che offrono molteplici punti di vista.
Gomez ha criticato aspramente l’FCC, accusandola di stravolgere decenni di precedenti giurisprudenziali per colpire specifici broadcaster considerati critici nei confronti dell’amministrazione Trump. «Il copione è ormai noto: una denuncia viene presentata, un’indagine viene aperta con grande clamore, e il processo stesso diventa uno strumento di pressione», ha dichiarato. «Questa commissione ha ripetuto lo stesso schema più volte, perseguendo selettivamente aziende percepite come oppositrici».
L’indagine su «The View» si inserisce in un contesto più ampio di pressioni contro i media. A fine aprile, la Media Bureau dell’FCC ha avviato una revisione anticipata delle licenze di trasmissione di ABC, un provvedimento senza precedenti dopo una battuta di Jimmy Kimmel durante il White House Correspondents’ Dinner. Kimmel aveva scherzato sul fatto che la first lady Melania Trump fosse una «vedova in attesa», due giorni prima del tentativo di assassinio al presidente Trump. Nonostante le spiegazioni ufficiali, molti osservatori hanno interpretato la mossa come una ritorsione politica.
Carr, presidente dell’FCC, ha sostenuto che la revisione delle licenze di ABC non è legata alla satira di Kimmel, ma piuttosto alle politiche di diversità, equità e inclusione (DEI) di Disney. Tuttavia, Gomez ha ribadito la sua posizione: «Questo tentativo di punire e intimidire la vostra azienda non avrà successo».