Due dei personaggi più influenti e discussi della Silicon Valley, Elon Musk e Sam Altman, si preparano a un confronto epocale in tribunale. Il processo, che inizierà lunedì con la selezione della giuria, ruota attorno alla nascita di OpenAI nel 2015 come organizzazione no-profit finanziata inizialmente da Musk, per poi evolversi in un colosso del profitto valutato oggi 852 miliardi di dollari.

Il caso, che si concluderà davanti al giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers a Oakland, in California, potrebbe avere ripercussioni decisive sul futuro dell’intelligenza artificiale — una tecnologia sempre più temuta per il suo potenziale impatto negativo sull’occupazione e persino sulla sopravvivenza dell’umanità.

Musk ha citato in giudizio Altman, CEO di OpenAI, e Greg Brockman, accusandoli di aver tradito la missione originaria dell’azienda. Secondo la sua versione, i due avrebbero deviato verso un modello economico redditizio alle sue spalle, nonostante OpenAI fosse stata fondata come entità no-profit con l’obiettivo di sviluppare l’IA in modo etico e accessibile.

OpenAI ha respinto le accuse, definendole una manovra infondata per ostacolare la sua crescita e promuovere xAI, la startup di Musk lanciata nel 2023 come concorrente diretto. Il processo promette testimonianze contrastanti tra i due giganti della tecnologia.

Musk, che ha investito circa 38 milioni di dollari in OpenAI tra il 2015 e il 2017, inizialmente chiedeva oltre 100 miliardi di dollari di danni. Tuttavia, dopo una serie di sentenze preliminari sfavorevoli, ha ridimensionato le sue richieste, puntando ora su un risarcimento non specificato da destinare alle attività filantropiche della divisione no-profit di OpenAI. Il denaro dovrebbe provenire principalmente dalle operazioni for-profit dell’azienda e da Microsoft, che è diventata il principale investitore dopo il ritiro di Musk.

Oltre al risarcimento, Musk chiede anche l’espulsione di Altman dal consiglio di amministrazione di OpenAI. La rottura tra i due è stata segnata da accuse reciproche di condotta ingannevole, culminate nel licenziamento di Altman da CEO nel 2023, poi revocato dopo pochi giorni. Tuttavia, il processo potrebbe rappresentare un rischio anche per Musk, che solo il mese scorso è stato ritenuto responsabile di frode nei confronti degli investitori durante l’acquisizione di Twitter nel 2022.

Qualsiasi dettaglio negativo emerso durante il processo potrebbe danneggiare ulteriormente la sua reputazione, soprattutto in vista dell’imminente quotazione in borsa di SpaceX, che potrebbe renderlo il primo trillionario al mondo.

Indipendentemente dall’esito, il processo si preannuncia come un evento di grande impatto mediatico, con le testimonianze di due figure chiave della tecnologia: Musk, 54 anni, e Altman, 41 anni.

«Una parte fondamentale di questo processo riguarda la credibilità dei testimoni e la loro affidabilità», ha dichiarato il giudice Gonzalez Rogers durante un’audizione preliminare.