Fino a settembre dello scorso anno, la Public Service Commission del Wisconsin non approvava un grande progetto eolico da ben 14 anni. Tuttavia, quando i commissari hanno esaminato i 456 commenti pubblici presentati per Badger Hollow, un impianto da 118 MW che avrebbe attraversato le contee di Iowa e Grant, hanno trovato un sostegno travolgente alla proposta. L’approvazione è arrivata in tempi rapidi.

Questo successo non è stato casuale. Per mesi, organizzazioni come Rural Climate Partnership, Greenlight America, Farm-to-Power, Clean Wisconsin, CivicIQ e Healthy Climate Wisconsin hanno lavorato in sinergia per costruire un consenso diffuso. Hanno organizzato tavole rotonde con agricoltori, diffuso spot digitali con testimonianze di residenti sia online che nelle stazioni di servizio, e sottolineato i quasi 600.000 dollari annui che il progetto avrebbe generato per comuni e contee, finanziando strade, ponti e servizi di emergenza. Soprattutto, hanno dato voce a leader locali affidabili, capaci di presentare la proposta in linea con i valori delle comunità.

Questo caso dimostra come investire in iniziative locali possa accelerare la transizione energetica, anche in un contesto di ostacoli a livello federale. Con la domanda di elettricità in crescita e i costi energetici alle stelle, le energie rinnovabili rappresentano una soluzione concreta: tecnologie mature come l’eolico, il solare e lo stoccaggio possono essere realizzate rapidamente e a costi contenuti, quasi ovunque e a qualsiasi scala. Inoltre, in un mercato globale scosso da conflitti che influenzano i prezzi dei combustibili fossili, queste fonti offrono una protezione contro la volatilità dei prezzi.

Eppure, nonostante questi vantaggi evidenti, perché i progetti di energia pulita non avanzano più velocemente in molte aree?

Negli ultimi tre anni, il nostro team di Invest in Our Future ha cercato di rispondere a questa domanda, analizzando le dinamiche sul campo.

Un nuovo approccio per la filantropia climatica

La nascita di Invest in Our Future ha segnato un cambiamento rispetto all’approccio tradizionale della filantropia nel campo del clima e dell’energia pulita, che spesso si concentrava sulla stesura e l’approvazione di politiche per ridurre le emissioni di gas serra. Con l’approvazione dell’Inflation Reduction Act (IRA), la nostra organizzazione ha adottato una strategia diversa: massimizzare l’impatto degli investimenti federali in energia pulita, affrontando i vincoli locali che ne ostacolano la realizzazione.

Il nostro obiettivo era chiaro: garantire che questa politica ambiziosa, che promuove tecnologie già mature sul mercato, si traducesse in progetti reali a beneficio delle persone. Per farlo, abbiamo mobilitato organizzazioni per diffondere la conoscenza dei programmi e degli incentivi dell’IRA e aiutare le comunità ad accedere a questi fondi. Ma soprattutto, abbiamo lavorato per superare le barriere che, nonostante il sostegno senza precedenti del governo, continuavano a frenare la diffusione delle energie rinnovabili.

Le sfide sul campo: opposizione e mancanza di consapevolezza

Innanzitutto, i grandi progetti utility-scale hanno incontrato una opposizione organizzata e rumorosa, preoccupata per i cambiamenti paesaggistici e diffidente verso sviluppatori esterni. Questa resistenza ha spesso sfruttato i processi di localizzazione e autorizzazione per ritardare o bloccare i progetti. Purtroppo, troppo raramente le forze favorevoli hanno cercato di rispondere a queste preoccupazioni o di organizzare un sostegno diffuso.

Un altro ostacolo riguarda la mancanza di finanziamenti per progetti comunitari. In molti casi, né gli investitori privati né i funzionari pubblici comprendevano appieno le opportunità o i potenziali ritorni di iniziative come il solare sui tetti delle scuole, le microreti per ospedali o i bus elettrici che fungono anche da batterie mobili durante le blackout. Questo ha lasciato un serbatoio di progetti potenziali inutilizzato, nonostante il loro enorme potenziale per le comunità locali.