Un'ex agente dell'FBI con oltre trent'anni di carriera ha intentato una causa contro la polizia dopo essere stata arrestata per guida in stato di ebbrezza (DUI) nonostante non avesse consumato alcol né sostanze stupefacenti. Allison Tsiumis, 56 anni, sostiene che l'ufficiale responsabile dell'arresto abbia falsificato le prove e che le immagini della bodycam contraddicano la versione ufficiale.

Il fatto è avvenuto a giugno 2025, quando Tsiumis è stata coinvolta in un piccolo tamponamento. Secondo la sua testimonianza, l'agente Christian Ferraras, arrivato sul posto, avrebbe immediatamente sospettato un caso di guida sotto effetto di alcol, affermando di aver percepito odore di bevande alcoliche. Tsiumis ha negato categoricamente, e un successivo test del sangue ha confermato la sua sobrietà. Nonostante ciò, è stata arrestata e sottoposta alla procedura standard per DUI.

L'ex agente ha descritto l'esperienza come umiliante e ingiusta, soprattutto considerando la sua lunga carriera nell'FBI. Dopo il rilascio, ha dovuto affrontare ulteriori conseguenze: l'installazione di un dispositivo di blocco dell'accensione, normalmente riservato ai condannati per guida in stato di ebbrezza, e il rischio di incidenti dovuti a malfunzionamenti del sistema.

La causa intentata da Tsiumis punta il dito contro le irregolarità procedurali e le false dichiarazioni nell'affidavit dell'ufficiale. Secondo la donna, le immagini della bodycam non corrispondono a quanto riportato nel documento ufficiale, sollevando dubbi sulla correttezza delle procedure di accertamento della probable cause nei casi di DUI.

Un fenomeno diffuso in Tennessee

Il caso di Tsiumis non è isolato. Il Tennessee è stato teatro di centinaia di arresti per DUI senza alcol o droghe negli ultimi anni. Secondo i dati ufficiali, solo nel 2025 sono stati registrati 600 casi simili, ma il numero reale supererebbe i 2.500 negli ultimi otto anni. Molti di questi episodi hanno portato a cause legali contro le forze dell'ordine.

Tsiumis non si limita a chiedere un risarcimento: la sua battaglia punta a maggiore trasparenza e formazione per gli agenti, oltre a una revisione delle procedure di controllo stradale. La sua storia mette in luce un problema sistemico che colpisce cittadini innocenti, costretti a subire conseguenze legali e personali senza alcuna colpa.

La vicenda ha attirato l'attenzione dei media locali, con diverse testate che hanno riportato il caso come esempio di abuso di potere e ingiustizia. Ora, l'esito della causa potrebbe avere ripercussioni su come la polizia del Tennessee gestisce i casi di presunta guida in stato di ebbrezza.