Una nuova ipotesi sulla materia oscura

La materia oscura, la misteriosa componente invisibile dell’universo, potrebbe essere composta da buchi neri primordiali sopravvissuti alla morte di universi precedenti. Questa affascinante teoria è al centro di uno studio pubblicato su Physical Review D, condotto dal fisico Enrique Gaztanaga e ripreso in un saggio per The Conversation.

Il modello del 'Grande Rimbalzo'

Gaztanaga parte da un’idea controversa: il Big Bang non sarebbe stato un evento unico, ma parte di un ciclo infinito in cui l’universo si espande, si contrae e poi si espande nuovamente. Secondo questa teoria, chiamata ‘Grande Rimbalzo’, le strutture oscure che oggi plasmano le galassie potrebbero essere reliquie di un universo precedente, esistito prima del Big Bang.

Buchi neri primordiali come candidati ideali

I buchi neri primordiali rappresentano una soluzione elegante per spiegare la materia oscura. Entrambe le entità sono invisibili ma dotate di massa, e questa ipotesi evita la necessità di introdurre nuove particelle o teorie fisiche radicalmente diverse. Questi buchi neri si sarebbero formati pochissimi secondi dopo il Big Bang, in condizioni estreme tali da generare oggetti compatti quanto un atomo, ma con una massa enorme.

Nonostante le ricerche, nessun buco nero primordiale è stato ancora rilevato. Tuttavia, molti fisici ritengono che esistano. Secondo il modello di Gaztanaga, alcuni di essi potrebbero essere reliquie di un universo precedente, sopravvissuti al collasso finale che ha portato a un nuovo Big Bang.

Come potrebbero sopravvivere i buchi neri?

Gaztanaga ha dimostrato che, nel passaggio da un universo in contrazione a uno in espansione, oggetti con massa superiore a 90 metri potrebbero resistere. Questi ‘reliquie’ potrebbero includere buchi neri, onde gravitazionali e fluttuazioni di densità, trasportando informazioni da un’epoca cosmica precedente.

In questo scenario, i buchi neri si formerebbero sia direttamente dalla sopravvivenza di oggetti massicci, sia dal collasso di materia in strutture altamente compatte. Gaztanaga spiega:

«Le galassie e le stelle della fase di contrazione diventano buchi neri, cancellando la maggior parte della loro struttura dettagliata ma preservando la loro massa».

Implicazioni per la cosmologia moderna

Se questa teoria fosse corretta, i buchi neri primordiali potrebbero rappresentare una frazione significativa — forse dominante — della materia oscura. Potrebbero anche spiegare l’esistenza di buchi neri supermassicci osservati poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang, un fenomeno che attualmente sfida le nostre conoscenze sulla loro formazione.

Tuttavia, Gaztanaga sottolinea che molto lavoro rimane da fare. Le sue ipotesi dovranno essere verificate attraverso dati provenienti da onde gravitazionali, survey galattiche e misurazioni precise della radiazione cosmica di fondo.

Un nuovo sguardo sull’universo

Questa teoria apre a scenari affascinanti, suggerendo che la materia oscura potrebbe essere un messaggero di universi passati. Sebbene ancora in fase di studio, rappresenta un passo avanti nel tentativo di svelare uno dei più grandi misteri della cosmologia moderna.

Fonte: Futurism