Il pilota professionista e volto televisivo britannico Guy Martin è stato squalificato dalla guida nel Regno Unito dopo essere stato fermato due volte dai tutor della velocità. Le infrazioni, registrate tramite autovelox, hanno portato a una sanzione che gli impedirà di guidare per sei mesi.
La prima multa è stata comminata per aver superato i 46 mph in una zona con limite di 40 mph. La seconda infrazione è ancora più grave: Martin è stato fermato a 78 mph su una strada con limite ridotto a 50 mph a causa di lavori in corso. In entrambi i casi, le violazioni sono state documentate da sistemi di rilevamento automatico.
Conosciuto per il suo spirito avventuroso e le sue imprese estreme, Martin ha costruito la sua fama grazie a programmi televisivi come Speed with Guy Martin, in cui ha tentato di battere record di velocità su due ruote, in acqua e in aria. Le sue sfide lo hanno portato negli Stati Uniti in tre occasioni, tra cui la vittoria nel 2014 nella classe Exhibition Motorcycle al Pikes Peak su una Suzuki GSX-R1100 turbo, e la partecipazione nel 2016 al Nevada Open Road Challenge con un Ford Transit Van modificato.
Nel 2016, Martin ha anche tentato di battere il record mondiale di velocità su terra con la Triumph Rocket Streamliner a Bonneville. Nonostante un incidente spettacolare che gli ha impedito di stabilire un nuovo primato assoluto, è riuscito a diventare il pilota Triumph più veloce della storia, raggiungendo una velocità massima di 274,2 mph.
La sua carriera, durata oltre 25 anni, vanta risultati di rilievo come il secondo posto al Isle of Man TT, quattro vittorie al Ulster Grand Prix e cinque al North West 200. Oggi, oltre a essere un pilota, è diventato un personaggio amatissimo in televisione e sui social, con oltre 400.000 iscritti sul suo canale YouTube, dove condivide la sua passione per l’ingegneria e le sfide estreme.
Al momento della multa, Martin guidava una Honda Africa Twin, una moto che, rispetto alle sue solite imprese, può essere considerata una scelta piuttosto tranquilla. La squalifica di sei mesi gli impedirà di guidare sia moto che auto nel Regno Unito, segnando un periodo di pausa forzata per uno dei personaggi più iconici dello sport britannico.