Aston Martin, la storica casa automobilistica britannica, ha raggiunto un nuovo punto critico nella sua travagliata storia finanziaria. Dopo il debutto in Borsa nel 2018, il valore dell’azienda è crollato di oltre il 90%, passando da 4,3 miliardi di sterline a soli 430 milioni. La situazione è ulteriormente peggiorata negli ultimi anni, con perdite pre-tasse che hanno superato i 364 milioni di sterline nel 2024, un aumento del 25% rispetto all’anno precedente.
L’ottavo salvataggio in otto anni
Due settimane fa, Aston Martin ha fatto richiesta di un nuovo finanziamento d’emergenza, il terzo solo nel 2025. Nonostante le difficoltà, la casa automobilistica è riuscita a ottenere 50 milioni di sterline (67,9 milioni di dollari) da un consorzio di investitori guidato da Lawrence Stroll, suo principale azionista con una quota del 31%. Tuttavia, la domanda che molti si pongono è: quanto tempo potrà ancora Stroll sostenere finanziariamente l’azienda?
Geely, il possibile salvatore cinese
Mentre Aston Martin lotta per sopravvivere, l’attenzione si sposta su Geely, il gigante cinese che già possiede Lotus e LEVC (ex London Taxi Company). Con una partecipazione del 17% in Aston Martin, Geely si posiziona come terzo azionista, alle spalle del fondo sovrano saudita. La sua storia nel settore automobilistico britannico non è esente da critiche: Lotus ha recentemente annunciato il licenziamento di oltre 500 dipendenti e ha registrato perdite per 195 milioni di sterline nel primo semestre del 2025.
Secondo un fornitore di Aston Martin intervistato dal The Telegraph, Geely potrebbe essere tentato di spostare la produzione in Cina, dove i costi sono significativamente più bassi. «La Cina offre i costi più bassi al mondo, e il modello di business classico prevede di andare dove c’è il denaro», ha dichiarato l’esponente del settore. «La paura è che spostino tutto lì. Potrebbe non piacere, ma in un certo senso sarebbe la mossa più intelligente».
La posizione degli investitori e le prospettive future
Nonostante le difficoltà, alcuni analisti vedono in Geely un potenziale salvatore. Tuttavia, i dati mostrano una riduzione delle partecipazioni: Geely ha diminuito la sua quota dal 17% a circa il 14%, mentre Mercedes ha ridotto la sua presenza da un massimo del 20% a meno dell’8%.
Andy Palmer, ex amministratore delegato di Aston Martin, ha dichiarato: «Dovremmo accogliere a braccia aperte i partner cinesi. Sono probabilmente dieci anni avanti a noi».
Le sfide di Aston Martin
- Crollo del valore azionario: Da 4,3 miliardi di sterline nel 2018 a 430 milioni oggi.
- Perdite in aumento: 364 milioni di sterline nel 2024, +25% rispetto all’anno precedente.
- Dipendenza da Stroll: Il magnate canadese continua a sostenere l’azienda, ma la domanda sulla sua permanenza rimane aperta.
- Rischio di acquisizione cinese: Geely, già proprietaria di Lotus e LEVC, potrebbe intervenire, ma con possibili conseguenze sulla produzione e sull’occupazione in UK.
Cosa succederà ora?
Il futuro di Aston Martin appare incerto. Mentre Stroll continua a garantire il suo sostegno, la possibilità di un intervento di Geely potrebbe ridefinire il destino dell’azienda. Tuttavia, la storia di Lotus e LEVC sotto la gestione cinese non offre garanzie di successo. Gli investitori e gli appassionati di auto si chiedono se questa sarà la volta in cui Aston Martin riuscirà finalmente a voltare pagina o se, invece, il declino continuerà inesorabile.