Immagina di trovarti in una foresta battuta dal vento. Le foglie stormiscono e i tronchi scricchiolano mentre gli alberi si muovono armoniosamente. Questo movimento non è un segno di debolezza, ma un’adattamento evolutivo millenario: se pini, abeti e altre conifere fossero rigidi, un colpo di vento li spezzerebbe. Al contrario, la loro flessibilità li rende resistenti. Ora spostati mentalmente al piano più alto di un grattacielo durante una tempesta: anche questo edificio, seppur in acciaio, si flette allo stesso modo.
Questa capacità di piegarsi senza rompersi è ciò che ha reso possibili le metropoli moderne. All’inizio del Novecento, con l’aumento dell’altezza degli edifici, gli architetti hanno sostituito il legno con l’acciaio per costruire strutture in grado di resistere a venti di uragano e terremoti. Oggi, però, con il riscaldamento globale e gli incendi sempre più devastanti, il legno sta tornando in auge non solo come ispirazione, ma come materiale da costruzione vero e proprio.
Grazie a tecnologie avanzate come il legno lamellare incrociato (CLT) e il legno lamellare incollato (GLT), i progettisti possono realizzare travi estremamente resistenti, flessibili e leggere. Queste innovazioni hanno permesso di superare i limiti tradizionali: nel 2022, il MKE Ascent Building di Milwaukee, alto 86 metri, è diventato il grattacielo in legno più alto del mondo. Ma non è solo una questione di altezza. Il legno ingegnerizzato sta rivoluzionando anche la sostenibilità delle costruzioni.
Il legno che combatte il cambiamento climatico
Durante la loro crescita, gli alberi assorbono anidride carbonica, che rimane intrappolata nel materiale una volta trasformato in struttura edilizia. Questo processo trasforma gli edifici in veri e propri serbatoi di carbonio, contribuendo a ridurre l’impronta ecologica del settore delle costruzioni, responsabile di circa il 40% delle emissioni globali di CO₂. A Vancouver, lo scorso mese è stato completato il Hive, un edificio di 10 piani che è ora la struttura in legno più alta del Nord America con sistema di resistenza sismica. Il progetto, firmato dallo studio Dialog, dimostra come il legno possa essere sicuro ed efficiente anche in zone ad alto rischio sismico.
«Stiamo tornando a costruire come facevamo un tempo, ma con tecnologie moderne», afferma Lindsay Duthie, architetto dello studio Dialog. «Il legno non è solo un materiale ecologico, ma anche versatile e adatto a progetti di grandi dimensioni».
Foreste più sane, edifici più sicuri
Il legno ingegnerizzato offre un altro vantaggio: può essere prodotto utilizzando alberi di dimensioni medie e piccole, riducendo la necessità di abbattere gigantesche piante secolari. Questo approccio favorisce la salute delle foreste, poiché permette di prelevare solo alcune piante per evitare il sovraffollamento e ridurre il rischio di incendi catastrofici. Le pratiche di gestione forestale moderna, infatti, prevedono l’eliminazione di alcuni alberi per prevenire incendi incontrollati, un problema aggravato dalla soppressione storica dei roghi naturali.
Prima dell’era industriale, gli incendi causati da fulmini erano parte integrante dell’ecosistema: bruciavano la vegetazione in eccesso, lasciando intatti gli alberi più robusti e favorendo la crescita di nuove piante. Questo ciclo naturale attirava anche animali come cervi, contribuendo a mantenere l’equilibrio della biodiversità. Oggi, l’uso di legno ingegnerizzato non solo riduce l’impatto ambientale delle costruzioni, ma può anche sostenere una gestione forestale più sostenibile.
Un futuro costruito sul legno
Mentre il mondo affronta la crisi climatica, l’edilizia sta cercando soluzioni innovative per ridurre le emissioni. Il legno ingegnerizzato rappresenta una di queste: strutture più leggere, resistenti e a basso impatto ambientale. Dalle torri di Milwaukee ai progetti antisismici di Vancouver, l’architettura sta riscrivendo le regole, dimostrando che il futuro delle città potrebbe essere letteralmente costruito su fondamenta di legno.