Dieci membri dell'equipaggio della Disney Magic sono stati fermati da agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) a San Diego, subito dopo lo sbarco dalla nave alla fine del mese scorso. Lo rivela un rapporto di gruppi per i diritti degli immigrati, che denunciano un'operazione condotta senza rispetto per la dignità delle persone coinvolte.
Secondo quanto riportato da The Independent, gli agenti federali avrebbero fatto irruzione sulla nave al termine di una crociera di cinque giorni. La testimonianza di una passeggera, Dharmi Mehta, getta nuova luce sull'accaduto: mentre scendeva dalla nave con la sua famiglia, ha visto il capo cameriere della nave essere portato via con le mani ammanettate dietro la schiena, ancora in uniforme e senza i suoi effetti personali.
«Lo conoscevamo bene, ci aveva servito fino a poco prima di essere arrestato. Aveva parlato con noi di sua moglie e delle sue due figlie, che avrebbe rivisto una volta sbarcato. Vedere una scena del genere è stato sconvolgente».
Mehta ha definito l'esperienza «disumana e destabilizzante», esprimendo preoccupazione per il destino dei membri dell'equipaggio fermati. La polizia del porto di San Diego ha smentito qualsiasi coinvolgimento nell'operazione.
Due giorni dopo l'intervento sulla Disney Magic, altri quattro membri dell'equipaggio della MV Zaandam, nave della Holland America, sono stati fermati da agenti ICE. Benjamin Prado, rappresentante del gruppo di advocacy Unión del Barrio, ha sottolineato come questi episodi non siano isolati, ma facciano parte di un fenomeno diffuso in tutto il paese.
Prado ha denunciato la mancanza di garanzie processuali e l'impossibilità per i fermati di contattare i rispettivi consolati, accuse già mosse in passato all'amministrazione Trump. L'ICE, dal canto suo, ha dichiarato che i fermati sono sospettati di gravi reati. In una nota inviata a CBS, la portavoce Sandra Grisolia ha affermato:
«HSI San Diego ha arrestato ventitré membri dell'equipaggio di diverse navi da crociera al Porto di San Diego nell'ambito dell'Operazione Tidal Wave. Gli arresti hanno riguardato persone sospettate di coinvolgimento in materiale pedopornografico, sulla base di informazioni fornite dal National Center for Missing and Exploited Children. I fermati sono stati trasferiti a Los Angeles per l'elaborazione delle pratiche e i loro visti sono stati revocati».
Il caso solleva interrogativi sulla proporzionalità delle misure adottate e sulla tutela dei diritti fondamentali, soprattutto in un contesto in cui i lavoratori delle crociere, spesso provenienti da paesi in via di sviluppo, si trovano in una posizione di vulnerabilità.