La saga di Star Wars ha sempre attinto a piene mani dalla storia del cinema, ma con Mandalorian e Grogu il regista Jon Favreau sembra voler compiere un salto temporale, portando lo stile dei film degli anni '90 direttamente nell'universo della galassia lontana lontana.
Mentre le precedenti pellicole, come The Phantom Menace del 1999, si rifacevano a un'estetica classica ispirata ai grandi maestri del cinema come John Ford e Akira Kurosawa, questa nuova opera si distacca nettamente. Favreau, cresciuto negli anni '90 e anche sceneggiatore e protagonista di Swingers, sembra voler attingere a un vocabolario cinematografico diverso, più vicino alle produzioni di quegli anni.
Durante le anteprime in IMAX, organizzate in occasione del May the Fourth, gli spettatori hanno potuto assistere a un inizio inedito: invece del tradizionale crawl di Star Wars, accompagnato dalla maestosa colonna sonora di John Williams, è apparso un titolo che riassumeva un momento di caos e instabilità dopo la caduta dell'Impero in Il Ritorno dello Jedi (1983). Un espediente già visto in film storici come Gladiatore (2000) e Braveheart (1995), utile anche per aggiornare chi non avesse seguito tutte le stagioni di The Mandalorian su Disney+.
Le 26 minuti di anteprima proiettati in IMAX rappresentano la visione più estesa mai mostrata di un nuovo film di Star Wars, superando anche i 17 minuti presentati al CinemaCon di Las Vegas. Tra le sequenze più spettacolari spicca un combattimento nella neve tra AT-AT e un più agile AT-ST, pilotato dal Mandaloriano (Pedro Pascal) e dal suo piccolo compagno Grogu. In questo scenario, l'IMAX esalta la maestosità delle macchine imperiali, offrendo una prospettiva vertiginosa mentre Din Djarin osserva le sue fredde e meccaniche creature.
La sequenza, oltre a essere visivamente mozzafiato, risulta particolarmente godibile per i fan meno assidui della saga. Chi, ad esempio, si è sempre chiesto cosa sia successo alle divise dei Snowtrooper dopo la loro apparizione in L'Impero colpisce ancora, troverà risposta: sono state semplicemente spostate su un altro pianeta ghiacciato, destinate a subire le angherie dei resti dell'Impero.
Tuttavia, nonostante i richiami a L'Impero colpisce ancora — considerato da molti il miglior film di Star Wars — il tono di Mandalorian e Grogu è decisamente più leggero e anacronistico. La sequenza si apre con una riunione di superstiti imperiali che, in modo goffo, complottano per restaurare l'Impero. In questo contesto, il Mandaloriano non è solo un pistolero o un cacciatore di taglie alla western, ma incarna piuttosto il sogno dell'eroe d'azione invincibile, capace di risolvere ogni situazione con determinazione e stile.