Un'opera animata che colpisce per la sua bellezza e profondità, Siamo Alieni di Kohei Kadowaki si rivela come un debutto cinematografico straordinario. Il film, presentato nella sezione Directors' Fortnight al Festival di Cannes, intreccia una storia di crescita tra due ragazzi, Gyotaro e Tsubasa, con una riflessione dolorosa sulla solitudine e la crudeltà umana.

Una narrazione che va oltre il semplice coming-of-age

Quello che potrebbe sembrare inizialmente un racconto di formazione convenzionale si trasforma in un viaggio emotivo attraverso il tempo. La pellicola, infatti, non si limita a mostrare la vicinanza e l'allontanamento tra i due protagonisti, ma ne svela le ferite nascoste e le emozioni complesse. L'animazione, curata nei minimi dettagli, rivaleggia con capolavori come Il tuo nome, pur mantenendo un tono più cupo e realistico.

L'animazione rotoscopica: un capolavoro tecnico

La tecnica del rotoscoping, che utilizza riprese live-action come riferimento per animare i movimenti dei personaggi, raggiunge qui livelli di eccellenza. Ogni scena è permeata da una tattilità unica: dai dettagli delle stanze vuote alle strade affollate, fino a semplici elementi come un tombino con petali di fiori che segnalano il passare del tempo. Il risultato è un mondo animato che sembra tangibile, vivo, ma al contempo fragile e destinato a sgretolarsi.

Un inizio evocativo e carico di significato

Il film si apre con una sequenza sottile ma potente: non vediamo volti, ma udiamo voci, come quella di un genitore e un bambino che parlano della luna. La scena si sposta poi in un taxi che attraversa la città deserta. Anche quando intravediamo il volto del conducente, questi rimane distante, come se lo osservassimo attraverso i suoi occhi stanchi. Una goccia di pioggia sul parabrezza, simile a una lacrima, preannuncia il tema centrale della pellicola: il dolore.

I protagonisti: tra solitudine e umorismo autentico

Attraverso gli occhi di Tsubasa, un ragazzo profondamente solo, il film cattura momenti di autentico umorismo, come quando cerca maldestramente di nascondere di aver giocato ai videogiochi mentre la madre era fuori. La sua personalità, così come quella di Gyotaro, è resa con una naturalezza disarmante, rendendo i personaggi non solo credibili, ma profondamente umani.

Un'esperienza visiva e emotiva indimenticabile

Con Siamo Alieni, Kohei Kadowaki dimostra di essere una nuova voce autorevole nel panorama dell'animazione. Il film non si limita a intrattenere: sfida lo spettatore a confrontarsi con temi universali come l'isolamento, la crudeltà e la fragilità umana. Un'opera che, pur nella sua oscurità, trova spazio per la meraviglia e la speranza.

"Un film che dimostra come l'animazione possa essere allo stesso tempo tecnica sublime e profonda riflessione esistenziale."
Fonte: The Wrap