Il nuovo film di Jordan Firstman, ‘Club Kid’, si apre con una doppia lettura ironica: da un lato, il ritratto di un promoter di feste in declino che scopre di avere un figlio; dall’altro, una metafora sulla tensione tra la ricerca del piacere e le responsabilità della vita adulta. Il regista, che veste anche i panni di attore protagonista, affronta temi universali come la finitezza umana e la necessità di scegliere a cosa dedicare la propria esistenza.

Il film si distingue per il suo tono sincero e caloroso, celebrando le relazioni non convenzionali e la gioia queer, ma allo stesso tempo Firstman rischia di sovrapporsi alla narrazione. Il suo tentativo di bilanciare la storia con elementi autobiografici, talvolta, ne appesantisce il flusso. Nonostante ciò, la regia è sostenuta da una squadra creativa affiatata, con il direttore della fotografia Adam Newport-Berra che si conferma un talento chiave.

Una fotografia immersiva e provocatoria

Newport-Berra, già apprezzato per il suo lavoro in ‘The Invite’ di Olivia Wilde, porta in ‘Club Kid’ uno stile visivo innovativo. Le sequenze notturne non seguono i cliché del genere: invece di inquadrature ampie che mostrano folle danzanti, la camera si avvicina ai personaggi, quasi invadendo lo spazio privato. Un esempio emblematico è la scena iniziale, in cui Peter e i suoi amici entrano in un taxi. La camera ruota a 360 gradi, catturando le espressioni del conducente e dei passeggeri, creando un senso di immersione immediato.

Questo approccio si estende dalle strade ai locali, fino ai luoghi più intimi e oscuri della vita notturna. Tuttavia, il film non si ferma alla superficie della trasgressione: la vera essenza di ‘Club Kid’ emerge nei momenti successivi, quando la sbronza e i postumi diventano metafore di una vita vissuta ai limiti, ma priva di reale soddisfazione. Peter, interpretato da Firstman stesso, appare intrappolato in un circolo vizioso di feste, droga e superficialità, nonostante il suo carisma da animatore della scena queer.

Un conflitto interiore tra libertà e responsabilità

Il protagonista incarna la contraddizione tra la ricerca della libertà assoluta e il bisogno di connessione umana. Scoprire di essere padre lo costringe a confrontarsi con una realtà che non può più ignorare: la necessità di crescere, di assumersi responsabilità e di accettare i propri limiti. Il film alterna momenti di euforia collettiva a riflessioni intime, mostrando come la vera gioia possa nascondersi anche nelle situazioni più inaspettate.

Nonostante i suoi difetti, ‘Club Kid’ rimane un’opera coraggiosa, capace di mescolare umorismo, dramma e una profonda empatia per i personaggi ai margini della società. È un racconto che invita a riflettere sul prezzo della felicità effimera e sulla bellezza delle relazioni autentiche, anche quando queste sfuggono agli schemi tradizionali.

Fonte: The Wrap