Maria e Pietro sono due studenti che si incontrano per una cena tardiva. Pietro chiede a Maria se Tom sia alla festa a cui intendono recarsi dopo mangiato. Maria risponde di sì, sostenendo che Tom le aveva detto che ci sarebbe stato. Arrivati alla festa, scoprono che Tom ha cambiato idea e non c'è. Questo è lo scenario proposto ai partecipanti di uno studio condotto da un team di ricercatori europei.

Ai partecipanti è stato chiesto: Maria ha detto la verità o no? Da un punto di vista razionale, la risposta sembra ovvia: Maria ha mentito. Tuttavia, lo studio pubblicato sulla rivista Cognition ha rivelato un dato sorprendente: solo poco più del 50% dei partecipanti ha condiviso questa opinione.

Le tre concezioni della verità secondo la ricerca

La maggior parte delle persone non definisce la verità esclusivamente in base ai fatti, ma la lega a tre concetti principali:

  • Corrispondenza: la verità è ciò che corrisponde alla realtà oggettiva. Ad esempio, se Maria afferma che Tom è alla festa e Tom non c'è, la sua affermazione è falsa.
  • Coerenza: la verità dipende da quanto una convinzione si inserisce in un sistema di idee coerente. Maria crede sinceramente che Tom sia alla festa, quindi la sua affermazione è vera per lei.
  • Autenticità: la verità è legata all'onestà e alla sincerità di chi parla. Maria ha detto ciò che riteneva vero al momento, quindi la sua affermazione è valida.

Per approfondire queste concezioni, i ricercatori hanno creato una mappa concettuale con 200 partecipanti, chiedendo loro di associare la verità a termini come realtà, fatto, giustificazione e onestà. Il 55% dei partecipanti ha identificato la corrispondenza con la realtà come criterio principale per definire la verità, ma una percentuale significativa ha preferito la coerenza o l'autenticità.

La verità è stabile nel tempo?

Tre mesi dopo, i ricercatori hanno riesaminato 128 partecipanti con lo stesso scenario, chiedendo loro di valutare se Maria avesse detto la verità. Il risultato è stato simile: il 53,13% ha risposto che Maria aveva mentito (aderendo alla teoria della corrispondenza), mentre il 46,89% ha ritenuto che la sua affermazione fosse vera (basandosi su coerenza o autenticità).

Secondo gli studiosi, questo divario mostra come le diverse concezioni di verità possano generare conflitti. Ad esempio, in ambito politico o sociale, affermazioni sincere ma non corrispondenti ai fatti possono essere percepite come vere da chi le pronuncia, ma false da chi le ascolta.

«Una risposta 'vera' riflette una comprensione basata su autenticità o coerenza, sottolineando la sincerità di Maria al momento di parlare. Una risposta 'falsa', invece, riflette una visione della verità basata sulla corrispondenza con la realtà» — Estratto dallo studio

I ricercatori concludono che, sebbene la maggioranza si affidi alla realtà oggettiva, una parte significativa della popolazione attribuisce valore alla coerenza interna e all'onestà delle affermazioni. Questo fenomeno potrebbe spiegare perché, in molti contesti, la percezione della verità risulta così polarizzata.

Fonte: Reason