L’ex avvocato personale di Donald Trump, Joe diGenova, è stato nominato come consulente speciale dall’attuale ministro della Giustizia ad interim, Todd Blanche, per supervisionare un’indagine priva di fondamento legale. L’obiettivo dichiarato è quello di dimostrare l’esistenza di una presunta «grande cospirazione» volta a distruggere Trump, una teoria del complotto cara alla destra americana.

DiGenova, già procuratore federale e noto per le sue posizioni estreme, è stato espulso da Fox News nel 2020 per aver fatto un commento antisemita. Inoltre, è stato accusato di aver collaborato con servizi segreti russi per diffamare Joe Biden durante la campagna elettorale del 2020.

L’indagine, affidata alla procura di Miami guidata da un fedelissimo di Trump, Jason Reding Quiñones, mira a colpire figure chiave dell’amministrazione Obama e Biden, tra cui l’ex direttore della CIA John Brennan, l’ex direttore dell’FBI Jim Comey e l’ex direttore dell’intelligence nazionale James Clapper.

Una teoria del complotto senza prove

Secondo la narrazione di Trump e dei suoi sostenitori, le indagini che lo hanno coinvolto – dalla Russia alla sottrazione di documenti segreti, fino al tentativo di ribaltare l’esito delle elezioni del 2020 – non sarebbero state procedure legali indipendenti, ma parte di un’unica, vasta operazione segreta orchestrata da una «cabala» di funzionari governativi per perseguitarlo politicamente.

Il caso è partito nel 2023 con un’indagine su Brennan, accusato di aver mentito al Congresso su aspetti dell’indagine russa. Tuttavia, le procure federali di Pennsylvania e Virginia hanno giudicato la posizione troppo debole per procedere con un processo. Nonostante ciò, l’indagine è stata spostata a Miami, dove il procuratore locale, noto per la sua fedeltà a Trump, ha emesso decine di citazioni a testimoniare contro Brennan e altri ex funzionari.

Un’indagine politicamente motivata

L’obiettivo dichiarato è quello di portare a processo figure come Hillary Clinton, Barack Obama e Joe Biden, accusati di aver orchestrato una campagna per sabotare Trump. Tuttavia, l’assenza di prove concrete e la natura partigiana dell’indagine sollevano gravi dubbi sulla sua legittimità.

Critici e osservatori indipendenti sottolineano come questa operazione sia un ulteriore esempio di come Trump stia cercando di strumentalizzare il Dipartimento di Giustizia per perseguire i suoi avversari politici, in violazione dei principi di indipendenza della magistratura.

«Questa è la prova più evidente di come Trump stia trasformando la giustizia in uno strumento di vendetta personale, non in un baluardo dello Stato di diritto», ha dichiarato un ex funzionario del Dipartimento di Giustizia.

Le accuse contro diGenova e il suo passato controverso

DiGenova non è nuovo a polemiche. Oltre alla sua espulsione da Fox News, è stato accusato di aver collaborato con agenti russi per diffondere informazioni false su Biden durante la campagna elettorale del 2020. Inoltre, ha più volte sostenuto tesi complottiste, tra cui quella secondo cui l’ex presidente Barack Obama avrebbe spiato Trump durante la sua amministrazione.

La sua nomina a consulente speciale rafforza l’impressione che l’indagine sia guidata da motivazioni politiche piuttosto che da un reale interesse per la giustizia.

Le conseguenze per la democrazia americana

L’utilizzo del sistema giudiziario per fini politici rappresenta una minaccia per la stabilità democratica degli Stati Uniti. Se l’indagine dovesse procedere senza basi solide, rischierebbe di alimentare ulteriori divisioni in un paese già profondamente polarizzato.

Molti esperti avvertono che un simile precedente potrebbe aprire la strada a ulteriori abusi di potere da parte di futuri presidenti, indipendentemente dal partito di appartenenza.