Robinson Meyer: Oggi è mercoledì 6 maggio e lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Stati Uniti e Iran si contendono il controllo della rotta, mentre trader energetici, politici e cittadini cercano di decifrare la situazione.

Per comprendere meglio questo scenario, ho invitato un esperto che ha accumulato miliardi analizzando mercati simili: John Arnold.

Arnold ha iniziato a 21 anni come trader di gas naturale presso Enron, per poi fondare Centaurus Advisors, un hedge fund specializzato in energia con sede a Houston. Dal 2008, insieme alla moglie Laura, guida Arnold Ventures, una delle organizzazioni filantropiche più innovative ed efficaci al mondo. Il loro impegno spazia dalla riforma della giustizia penale alla riduzione dei prezzi dei farmaci, dal controllo delle scommesse sportive fino alla costruzione di infrastrutture energetiche e abitative negli Stati Uniti.

Arnold è anche un investitore nel settore delle energie pulite. È cofondatore e presidente di Grid United, che sviluppa progetti di trasmissione elettrica all’avanguardia, e investitore in Fervo, un’azienda specializzata in geotermia avanzata.

Molti dei temi trattati su Shift Key, il podcast di Heatmap News su decarbonizzazione e transizione energetica, sono al centro delle riflessioni di Arnold. Per questo, oggi inauguriamo una nuova serie di interviste approfondite con ospiti di rilievo.

Un viaggio in Cina e le lezioni per l’energia pulita

Durante la conversazione, Arnold ha condiviso le sue impressioni dopo il recente viaggio in Cina, dove ha visitato stabilimenti di auto elettriche — la prima volta che metteva piede nel Paese. Ha inoltre riflettuto su cosa le aziende di energia pulita possono imparare dai combustibili fossili.

John Arnold, benvenuto su Shift Key.

John Arnold: Grazie per l’invito.

Dall’energia alla filantropia: un percorso di innovazione

Robinson Meyer: Lloyd Blankfein, ex CEO di Goldman Sachs, ha recentemente confessato di continuare a fare trading quotidianamente. Lei, uno dei più grandi trader energetici di sempre, lo fa ancora?

John Arnold: [Risposta non disponibile nel testo originale]