Il populismo non accenna a fermarsi. Anzi, le elezioni locali appena concluse nel Regno Unito ne sono la conferma più eclatante. Il partito Reform, di stampo anti-immigrazione e sovranista, ha compiuto un vero e proprio balzo in avanti, passando da appena due seggi nei consigli locali a oltre 1.450, diventando il primo partito in molte regioni.
Un successo senza precedenti per una formazione che, fino a pochi mesi fa, era considerata marginale. A fare da contraltare, il Partito Verde, ambientalista e di sinistra, ha guadagnato 441 seggi, portando il suo totale a 587. Una crescita significativa che ha ulteriormente indebolito i due partiti tradizionali: il Labour, al governo, ha perso 1.498 seggi, mentre i Conservatori ne hanno persi 563.
In Galles, il partito nazionalista Plaid Cymru ha ottenuto per la prima volta la maggioranza nel parlamento regionale, con il Reform al secondo posto. In Scozia, invece, il Partito Nazionale Scozzese (SNP) mantiene la leadership, ma con un calo di consensi. Labour e Reform si sono attestati a pari merito con 17 seggi ciascuno, seguiti dai Verdi con 15.
Questi risultati riflettono un malcontento diffuso verso le forze politiche tradizionali. Il primo ministro laburista Keir Starmer, il cui indice di gradimento è in picchiata, rischia di dover affrontare pressioni interne per un cambio di rotta. Non a caso, i risultati britannici sono stati osservati con attenzione anche in Europa, dove diversi governi si trovano a fronteggiare ondate populiste.
Francia e Germania: il populismo avanza anche oltremanica
In Francia, i sondaggi per le presidenziali del 2027 vedono in vantaggio Jordan Bardella, leader del Rassemblement National (estrema destra), con il 35% delle preferenze. Un distacco significativo rispetto al secondo classificato, l'ex primo ministro Édouard Philippe, fermo al 20,5%. Secondo The Connexion, «se le elezioni fossero oggi, il Rassemblement National vincerebbe al primo turno».
In Germania, la situazione non è meno preoccupante per l'establishment. Secondo la tv pubblica Deutsche Welle, «mai un governo tedesco era stato così impopolare dopo appena un anno di mandato come quello guidato dal cancelliere Friedrich Merz». I sondaggi registrano un record storico per Alternative für Deutschland (AfD), formazione di destra con oltre il 27% dei consensi a livello nazionale. Un risultato che supera ogni precedente, dimostrando come il consenso per i partiti anti-immigrazione e anti-Ue sia in costante ascesa, anche al di fuori della ex Germania Est.
Anche in questo caso, come nel Regno Unito, l'AfD ha ottenuto buoni risultati nelle elezioni locali, consolidando la sua presenza al di fuori delle roccaforti tradizionali. Una tendenza che, se confermata, potrebbe portare a una vera e propria rivoluzione politica in Europa nei prossimi anni.