Il senatore statunitense Lindsey Graham ha espresso forte dissenso nei confronti delle trattative di Donald Trump con l’Iran, intervenendo in modo acceso durante un’audizione del Comitato per gli stanziamenti del Senato dedicata alla richiesta di bilancio da 1.500 miliardi di dollari del Pentagono.
Graham ha manifestato la propria frustrazione dopo la pubblicazione di un report di CBS News secondo cui il Pakistan avrebbe permesso a velivoli iraniani di stazionare nelle sue basi militari, potenzialmente per proteggerli da eventuali attacchi aerei statunitensi. Il senatore ha interrogato il generale Dan Caine, presidente dello Stato Maggiore congiunto, e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, chiedendo se questa mossa fosse coerente con il ruolo di mediatore del Pakistan tra Stati Uniti e Iran.
Entrambi i funzionari militari hanno evitato di prendere posizione, suscitando la reazione rabbiosa di Graham:
«Non voglio intromettermi in queste trattative» — ha dichiarato Hegseth.
«Beh, io sì! Voglio intromettermi eccome!» — ha risposto Graham.
«Non mi fido del Pakistan neanche un po’! Se hanno davvero aerei iraniani nelle loro basi per proteggere asset militari di Teheran, allora forse dovremmo cercare un altro mediatore. Non c’è da stupirsi se questa dannata trattativa non va da nessuna parte!»
Graham ha ribadito la sua posizione anche su X (ex Twitter), sottolineando che, se confermato, il coinvolgimento del Pakistan richiederebbe una «revisione completa» del suo ruolo come intermediario. Ha aggiunto che, alla luce delle dichiarazioni di alcuni funzionari pakistani contro Israele, non sarebbe sorpreso se la notizia fosse vera.
Il ministero degli Esteri del Pakistan ha smentito categoricamente il report di CBS, definendolo «fuorviante e sensazionalistico». In una nota ufficiale, ha affermato che gli aerei iraniani presenti nel paese sono arrivati durante un periodo di tregua e «non hanno alcuna relazione con contingenze militari o accordi di protezione».
Nonostante le smentite, le tensioni rimangono alte. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate Asim Munir continuano a giocare un ruolo chiave nelle trattative, descritte come «fragili» e in stallo. La situazione è ulteriormente complicata dalle dichiarazioni di Trump, che domenica scorsa ha definito «totalmente inaccettabili» le ultime proposte avanzate dall’Iran.