La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato ieri su X un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che la ritrae in lingerie. L'obiettivo non era provocatorio, ma un monito contro la facilità con cui oggi si possono creare contenuti falsi ma apparentemente credibili.

«I deepfake sono uno strumento pericoloso: possono ingannare, manipolare e colpire chiunque», ha scritto Meloni sulla piattaforma. «Io posso difendermi. Molti altri no».

Sebbene l'immagine non sia tecnicamente un deepfake tradizionale, rappresenta un esempio perfetto di come l'IA generativa possa combinare elementi reali — volti, corpi, ambienti — per creare contenuti sintetici al 100% e indistinguibili dalla realtà. A differenza dei deepfake classici, che si limitano a sostituire un volto in una foto esistente, questi nuovi strumenti possono generare media completamente nuovi, rendendo quasi impossibile risalire alla fonte originale.

Meloni non è nuova a questa battaglia. Nel 2024 ha già denunciato due uomini per aver creato un video pornografico deepfake a suo nome. Questa volta, però, ha scelto un approccio diverso: ha ironizzato sulla qualità dell'immagine, definendola «molto meglio di me», e l'ha presentata come una sorta di PSA futuristico per il 2026.

«Questa è la regola da seguire sempre: verifica prima di credere, e credi prima di condividere», ha twittato. «Oggi tocca a me, domani potrebbe toccare a chiunque».

L'IA generativa: una minaccia esistenziale per la realtà condivisa

Il gesto di Meloni va oltre la semplice sensibilizzazione. Il problema dei contenuti sintetici non è più risolvibile con campagne educative o consigli individuali. La diffusione incontrollata di immagini e video generati dall'IA sta già erodendo la fiducia nella realtà oggettiva, con conseguenze gravi e immediate.

Solo negli ultimi mesi, esempi allarmanti hanno dimostrato la portata del fenomeno:

  • Jessica Foster, un'influencer militare pro-Trump generata dall'IA, ha accumulato un milione di follower in tre mesi, indirizzando gli utenti verso siti per adulti. Nonostante evidenti difetti di rendering, i suoi seguaci hanno ignorato le anomalie, preferendo la narrazione che meglio si adattava alle loro convinzioni.
  • Quando è stato diffuso un video che dimostrava che il premier israeliano Benjamin Netanyahu era vivo dopo voci di un attentato, molti utenti — influenzati anche da chatbot AI che «allucinano» informazioni — hanno immediatamente liquidato il filmato come un deepfake, nonostante le prove concrete della sua autenticità.

In un mondo in cui la verità oggettiva è stata sostituita da percezioni soggettive e algoritmi, servono azioni concrete e immediate.

Serve un intervento globale: perché solo i governi possono fermare l'IA incontrollata

Affrontare la minaccia dell'IA generativa richiede più di semplici post sui social. Le istituzioni devono agire con urgenza per regolamentare un settore che sta già causando danni economici e sociali incalcolabili.

Meloni ha dimostrato coraggio mettendosi in gioco, ma ora tocca ai governi di tutto il mondo prendere decisioni radicali. Senza un intervento tempestivo da parte delle autorità, il rischio è che la realtà condivisa venga definitivamente sostituita da una distorsione artificiale della verità, con conseguenze imprevedibili per la democrazia e la società.