L'IA nella scrittura: boom iniziale, poi un plateau inaspettato
Il timore che l'intelligenza artificiale potesse sostituire completamente la scrittura umana online non si è (ancora) avverato. Secondo un'analisi di Graphite, azienda specializzata in marketing digitale, la quota di articoli, blog e listicle generati prevalentemente dall'IA si è stabilizzata intorno al 50% negli ultimi due anni. Un dato che contraddice le previsioni più catastrofiche sulla "invasione" di contenuti automatici sul web.
I numeri che raccontano la situazione
- Nel novembre 2022, con il lancio di ChatGPT, la produzione di articoli generati dall'IA è cresciuta rapidamente: entro un anno rappresentavano il 35,9% dei nuovi contenuti online.
- Entro il 2024, la percentuale ha raggiunto il 48%.
- Da inizio 2025, però, la quota si è assestata intorno al 50%, senza ulteriori aumenti significativi.
Come è stata condotta l'analisi
Graphite ha esaminato 55.400 URL in lingua inglese tratti da Common Crawl, un archivio pubblico del web spesso utilizzato per la ricerca e l'addestramento dei modelli di IA. I criteri di selezione includevano:
- Articoli o listicle di almeno 100 parole.
- Data di pubblicazione compresa tra gennaio 2020 e marzo 2026.
- Analisi tramite strumenti di rilevamento dell'IA come Pangram, GPTZero e Copyleaks.
Il confine sottile tra AI e contenuti umani
La classificazione di un articolo come "generato dall'IA" non è sempre netta. Molti contenuti sono frutto di una collaborazione tra umani e macchine: l'IA può essere usata per la stesura, la revisione o l'editing, rendendo difficile distinguere tra testo puramente umano e testo assistito dall'IA. Graphite considera un articolo "principalmente generato dall'IA" solo quando la maggior parte del testo risulta rilevato come scritto o assistito da strumenti automatici.
«I modelli di IA sono intelligenti perché si nutrono delle informazioni che noi stessi abbiamo caricato sul web, create senza il loro aiuto. Se smettiamo di produrre conoscenza indipendente da questi modelli, cosa alimenterà il loro apprendimento?»
Qualità vs. quantità: il vero dilemma dell'IA
Nonostante la stabilizzazione delle percentuali, il vero problema non è la quantità, ma la qualità. Secondo l'analisi di Graphite, «la qualità dei contenuti generati dall'IA sta migliorando rapidamente. In molti casi, sono paragonabili o superiori a quelli scritti dagli umani. Spesso è difficile distinguere tra un testo creato dall'IA e uno scritto da una persona».
Tuttavia, gli esperti avvertono: se l'IA continuerà a nutrirsi di contenuti automatici, il web rischia di diventare un circolo vizioso di informazioni di bassa qualità, prive di quel valore aggiunto che solo l'intuizione e la creatività umana possono garantire.
Le implicazioni per il futuro del web
Il plateau dell'IA nella scrittura non significa che il fenomeno sia destinato a scomparire. Al contrario, rappresenta una fase di maturazione in cui la collaborazione tra umani e macchine diventa sempre più stretta. Il rischio, però, è che senza un equilibrio tra contenuti originali e generati automaticamente, la qualità complessiva del web possa subire un declino.
Per ora, sembra che l'IA abbia trovato il suo posto nel panorama della scrittura online, ma il suo ruolo rimane quello di strumento di supporto, non di sostituzione completa del lavoro umano.