Meta ha chiuso il primo trimestre con ricavi pari a 56,31 miliardi di dollari, in crescita del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e superiori alle aspettative degli analisti, che avevano previsto 55,45 miliardi di dollari.
Nonostante i risultati positivi, le azioni della società hanno registrato un calo del 5% nelle contrattazioni after-hours. L’utile per azione (EPS) è stato di 10,44 dollari, ma al netto del credito fiscale derivante dal One Big Beautiful Bill Act promosso dall’amministrazione Trump, l’EPS rettificato scende a 7,31 dollari, comunque superiore alle previsioni degli analisti di 6,66 dollari.
Il fondatore e CEO di Meta, Mark Zuckerberg, ha commentato:
«È stato un trimestre storico, caratterizzato da un forte slancio delle nostre app e dal lancio del primo modello di Meta Superintelligence Labs. Siamo sulla buona strada per portare l’intelligenza artificiale superintelligente a miliardi di persone».
Al 31 marzo, Meta impiegava 77.986 persone, con un aumento dell’1% su base annua. Tuttavia, questo dato non tiene conto dei licenziamenti massicci annunciati per maggio. La società ha infatti comunicato la settimana scorsa di voler ridurre del 10% la forza lavoro, pari a circa 8.000 dipendenti, per concentrarsi sugli investimenti in intelligenza artificiale e migliorare l’efficienza. Le dimissioni partiranno il 20 maggio e riguarderanno anche la sospensione di 6.000 assunzioni aperte.
La strategia di Zuckerberg in ambito AI è iniziata a giugno 2024 con un investimento di 14,3 miliardi di dollari in Scale AI e la nomina dell’amministratore delegato Alexandr Wang. La società, che gestisce piattaforme come Facebook, Instagram e WhatsApp, contava 78.865 dipendenti alla fine del 2023. Secondo quanto riportato dal New York Times, Zuckerberg ha dichiarato che l’AI sostituirà la maggior parte dei lavoratori nel settore tecnologico.