Washington — Negli ultimi giorni, il Congresso statunitense è stato teatro di trattative frenetiche, appelli presidenziali e manovre last-minute culminate in una votazione a sorpresa a tarda notte. La ragione dello scontro? La legge FISA 702, che regola la sorveglianza governativa, scade giovedì e divide profondamente i repubblicani alla Camera.
Il cuore del problema è semplice: la Costituzione protegge i cittadini statunitensi dalla sorveglianza senza mandato, ma la FISA 702 crea una scappatoia. La legge autorizza la raccolta di comunicazioni elettroniche di stranieri all’estero, ma nella pratica permette alle agenzie di intelligence di intercettare anche quelle degli americani. Gli agenti possono poi effettuare ricerche indirette nei database, accedendo a chiamate, messaggi e email senza un’autorizzazione giudiziaria.
Critici e difensori delle libertà civili denunciano da anni che questo programma viola il Quarto Emendamento. Eppure, nel 2024, la riautorizzazione della legge è passata con il sostegno in gran parte dei democratici, mentre Joe Biden la firmava con modifiche minime e Donald Trump esortava i repubblicani a «eliminarla».
Oggi, però, lo scenario è cambiato radicalmente. L’ascesa dell’intelligenza artificiale e l’espansione dei poteri di sorveglianza sotto l’amministrazione Trump hanno riacceso il dibattito. L’ICE sta investendo centinaia di milioni in nuove tecnologie di spionaggio, mentre l’FBI acquista dati di geolocalizzazione dei cittadini da broker commerciali. A maggio, Trump ha licenziato tutti e tre i democratici del Privacy and Civil Liberties Oversight Board, l’organismo indipendente che supervisiona programmi come la FISA 702, e ha chiuso un ufficio interno dell’FBI che monitorava gli abusi della legge.
Ora che Trump potrebbe trarre vantaggio dal programma di sorveglianza, il presidente spinge per una riautorizzazione «pulita» della FISA 702, senza emendamenti. Ma i repubblicani più intransigenti sulla privacy chiedono che qualsiasi rinnovo includa un requisito di mandato per le ricerche sui cittadini americani. Parallelamente, quasi tutti i democratici alla Camera si oppongono alla riautorizzazione senza modifiche, temendo che i poteri di sorveglianza senza controllo possano essere usati contro i dissidenti politici.
Le recenti azioni dell’amministrazione Trump hanno rafforzato questi timori: funzionari hanno etichettato i manifestanti anti-ICE come «terroristi domestici», gli agenti dell’ICE hanno raccolto dati biometrici da attivisti, e il Dipartimento di Giustizia è stato utilizzato per perseguire oppositori politici. Secondo fonti interne al Congresso, la crescente opposizione bipartisan alla FISA 702 rappresenta un’opportunità unica per riformare le leggi sulla sorveglianza, rese obsolete dal progresso tecnologico.
«È chiaro che il cambio di presidenza ha completamente trasformato la dinamica», ha dichiarato un collaboratore democratico, che ha chiesto l’anonimato per parlare liberamente. «L’intelligenza artificiale è parte di questa nuova opportunità, ma secondo me il vero motore è la consapevolezza dei rischi che comporta affidare poteri di sorveglianza senza controllo a un governo autoritario».
La legge scade giovedì, e nonostante il progetto di legge abbia superato un voto procedurale alla Camera oggi, le divisioni all’interno del Partito Repubblicano rimangono profonde. Mentre Trump spinge per un rinnovo rapido e senza vincoli, i sostenitori delle riforme chiedono garanzie più stringenti per proteggere i diritti dei cittadini.