Un giudice federale della Virginia ha respinto le accuse di torto contro il gruppo di James O'Keefe, noto per le sue operazioni sotto copertura. La sentenza riguarda una causa intentata da un consulente per la sicurezza delle informazioni, coinvolto in un appuntamento falso organizzato da O'Keefe Media Group.

Il giudice Anthony Trenga, del tribunale distrettuale orientale della Virginia, ha emesso la decisione ieri nel caso Fseisi v. O'Keefe Media Group. Secondo la ricostruzione, l'attivista conservatore James O'Keefe e la sua organizzazione sono accusati di aver organizzato un falso appuntamento romantico per registrare segretamente un consulente governativo.

Le operazioni sotto copertura di O'Keefe Media Group

O'Keefe Media Group (OMG) è noto per le sue operazioni sotto copertura, in cui i suoi agenti si fingono persone diverse per incontrare funzionari governativi, giornalisti o esponenti di organizzazioni progressiste. L'obiettivo dichiarato è quello di esporre presunte corruzioni o comportamenti controversi, registrando le conversazioni senza il consenso delle persone coinvolte.

Nel caso specifico, la vittima, un consulente per la sicurezza delle informazioni con accesso a informazioni classificate, è stata contattata tramite l'app di dating Bumble da una persona che si spacciava per una donna liberale interessata alla politica. Durante due appuntamenti, la donna ha posto domande sul lavoro del consulente, chiedendo se alcune agenzie governative avessero sorvegliato o trattenuto informazioni sull'ex presidente Donald Trump.

Il consulente ha risposto in modo vago, affermando di credere che alcune informazioni potessero essere state trattenute, ma senza fornire dettagli concreti. Durante il secondo appuntamento, il consulente ha notato quella che sembrava essere una registrazione nella borsa della donna e ha chiesto se fosse in corso una registrazione. La donna ha negato, ma si è rifiutata di far controllare la borsa e ha lasciato il locale.

La pubblicazione dei video e le conseguenze

Nonostante l'accaduto, il consulente ha accettato un terzo incontro a Washington, dove è stato invece affrontato da O'Keefe e da un cameraman. A inizio maggio 2024, OMG ha pubblicato sui suoi siti web e sui social media video tratti dai primi due appuntamenti, oltre alla registrazione dell'incontro a Washington. Nei filmati, il consulente appare mentre afferma che alcune informazioni erano state trattenute a Trump e che la CIA e la NSA avrebbero potuto averlo sorvegliato.

Le pubblicazioni includevano anche i commenti di O'Keefe sulle dichiarazioni del consulente e su presunte attività dell'intelligence statunitense. Secondo la ricostruzione del consulente, queste pubblicazioni hanno avuto conseguenze professionali, tra cui la sospensione o la revoca del suo nulla osta di sicurezza da parte di una o più agenzie federali.

La sentenza del giudice Trenga

Nella sua decisione, il giudice Trenga ha stabilito che la registrazione segreta non costituisce un illecito ai sensi della legge sulla privacy o delle norme che regolano le registrazioni. Secondo la corte, non vi sono prove sufficienti per dimostrare che la condotta di O'Keefe Media Group sia stata illegale o lesiva dei diritti del consulente.

Il giudice ha inoltre sottolineato che i video pubblicati da OMG contengono dichiarazioni più esplicite rispetto a quelle riportate nel reclamo iniziale, senza che vi siano prove di manipolazione o tagli ingannevoli. La corte ha quindi rigettato le accuse di torto, riconoscendo che le azioni di O'Keefe Media Group rientrano nel diritto di cronaca e di libera espressione.

Fonte: Reason