La NFL continua a spingere per una maggiore internazionalizzazione del football americano, ma questa strategia non convince tutti. Mentre alcuni sostengono che l'espansione globale possa migliorare lo sport, altri la considerano semplicemente una mossa commerciale per aumentare i profitti.
L'impatto competitivo di questa scelta è già evidente: le squadre costrette a lunghe trasferte per partite all'estero vedono alterato il proprio ritmo in una stagione già faticosa di 17 gare. E la situazione è destinata a peggiorare quando la lega introdurrà 16 partite internazionali, con ogni squadra chiamata a giocare almeno una volta fuori dagli Stati Uniti.
Per i tifosi americani, queste partite aggiuntive non apportano alcun valore aggiunto alla qualità del gioco o al piacere di seguire la stagione. È questa la critica mossa da J.J. Watt, futuro Hall of Famer e analista per CBS, che su Twitter ha commentato:
"Il calendario delle partite internazionali sta diventando un vero e proprio circo itinerante, più che una semplice vetrina occasionale."
La NFL, però, non si accontenta di un ruolo marginale: l'obiettivo è trasformare queste partite in un appuntamento fisso, fino a ipotizzare il trasferimento o la creazione di squadre all'estero. Dietro questa strategia c'è la logica del capitalismo americano: più è grande, meglio è. Più fan significa più introiti, e la lega non nasconde il proprio intento commerciale.
Ma a quale prezzo? La maggior parte dei tifosi statunitensi non è interessata a queste partite, eppure la NFL, in quanto business, continua a spingere. Come spesso accade, anche gli slogan come "il football è famiglia" servono a mascherare interessi economici.
I giocatori, pur beneficiando di un aumento dei guadagni, sono quelli che pagano il prezzo più alto: viaggi estenuanti, rischio di infortuni e, in casi estremi, la necessità di cure mediche d'urgenza lontano da casa. Eppure, è una condizione che fanno parte del mestiere che hanno scelto.
Per ora, le partite internazionali rimangono solo visite temporanee, ma il futuro potrebbe riservare sorprese. Potrebbe arrivare il giorno in cui un giocatore sarà scelto in un draft europeo o trasferito all'estero senza preavviso. La NFL Players Association ha ancora il potere di opporsi all'espansione da 10 a 16 partite internazionali all'anno, ma se la lega farà pressione, i proprietari delle squadre potrebbero ricorrere a uno sciopero per costringere i giocatori ad accettare. L'espansione a 16 partite sembra ormai inevitabile, così come l'aumento della stagione regolare a 18 gare per squadra.