I pannelli solari plug-in stanno diventando una realtà negli Stati Uniti, offrendo una soluzione accessibile per ridurre le bollette elettriche senza necessità di installazioni complesse. Questi dispositivi, progettati per l'autoinstallazione, possono essere appesi a una finestra, posizionati su un balcone o un terrazzo e collegati direttamente a una presa di corrente domestica.

Come funzionano e quanto si risparmia

Una nuova calcolatrice online, sviluppata da Bright Saver, un'organizzazione no-profit che promuove questa tecnologia, permette di stimare i risparmi potenziali in base al codice postale. Il tool considera la quantità di sole ricevuta nella zona e i costi attuali dell'elettricità, fornendo una stima personalizzata dei risparmi mensili o annuali.

Secondo Cora Stryker, cofondatrice di Bright Saver, questa soluzione è particolarmente utile per i milioni di affittuari che non possono installare pannelli solari tradizionali sui tetti delle loro abitazioni. "La maggior parte degli americani vive in affitto e non ha alternative per ridurre le bollette energetiche. Vedere i costi salire senza poter intervenire è frustrante", afferma Stryker.

Vantaggi rispetto ai pannelli solari tradizionali

I pannelli plug-in eliminano molti dei costi associati agli impianti solari tradizionali, come permessi, ispezioni, installazione da parte di professionisti e spese di marketing delle aziende del settore. Questi costi rappresentano quasi la metà del prezzo totale di un sistema solare classico.

"Questa tecnologia rappresenta un punto di svolta perché rimuove tutte le barriere economiche e logistiche, rendendo l'energia pulita accessibile a tutti", spiega Stryker. "Per anni, produrre energia pulita è stato più economico rispetto ai combustibili fossili, ma per il consumatore finale non era così. Ora stiamo assistendo all'inizio di un cambiamento radicale."

Diffusione in Europa e primi passi negli USA

I pannelli solari plug-in, noti anche come balcony solar, hanno già riscosso grande successo in Europa, in particolare in Germania, dove l'aumento dei costi energetici dovuto alla guerra in Ucraina ha spinto molti cittadini a cercare alternative. In Germania, questi dispositivi sono così diffusi che si trovano anche nei negozi Ikea.

Negli Stati Uniti, la strada è ancora in salita a causa di regolamentazioni complesse. Attualmente, sebbene non siano illegali, i pannelli plug-in richiedono approvazioni da parte delle società elettriche locali, un processo spesso lungo e farraginoso. Tuttavia, alcuni Stati stanno cambiando rotta:

  • Utah: primo Stato a emanare una legge a sostegno di questa tecnologia nel 2023, esentando i consumatori dall'obbligo di ottenere l'approvazione delle utility.
  • Maine: ha seguito l'esempio questo mese.
  • Colorado, Maryland e Virginia: hanno approvato leggi simili, in attesa della firma dei governatori.

Oltre a questi, più di 20 Stati stanno valutando proposte di legge, presentate sia da repubblicani che da democratici. Nonostante alcune utility abbiano espresso preoccupazioni sulla sicurezza di questi dispositivi, gli esperti sottolineano che anni di utilizzo in Germania hanno dimostrato la loro affidabilità.

UL Solutions, l'organizzazione che si occupa di standard di sicurezza, sta lavorando a una nuova certificazione specifica per questi pannelli, creata all'inizio del 2024. Tuttavia, Stryker rassicura: "I dispositivi già disponibili in Utah rispettano gli standard di sicurezza attuali".

Dimensioni e costi

I pannelli plug-in sono disponibili in diverse taglie, da circa 400 watt fino a 1.2 kilowatt, sufficienti a coprire parte del fabbisogno energetico di un'abitazione media. Il prezzo varia in base alla potenza e alla marca, ma rimane significativamente inferiore rispetto a un impianto solare tradizionale.

Con l'aumento dei costi dell'energia e la crescente attenzione verso le soluzioni sostenibili, i pannelli solari plug-in potrebbero rappresentare la risposta ideale per milioni di famiglie che finora non avevano accesso all'energia solare.