Un rullo compressore autonomo rivoluziona i cantieri

Per trenta giorni consecutivi, un rullo compressore ha compattato il terreno su un'estensione aeroportuale di 30 ettari ad Austin, in Texas, senza bisogno di un conducente. Secondo quanto riportato dall'appaltatore Dynamic Site Solutions, la macchina ha ridotto i tempi morti giornalieri da sei ore a meno di un'ora, quasi raddoppiando le ore produttive sul sito. Il sistema di sicurezza integrato ha inoltre evitato incidenti, garantendo un'operatività senza rischi.

La tecnologia dietro l'innovazione

Il merito di questa innovazione va a Crewline, una startup composta da sole quattro persone guidata dal CEO Frederik Filz-Reiterdank e dal CTO Mohamed Sadek. La soluzione, un sistema robotico aftermarket, può essere installata su un rullo compressore esistente in circa un'ora, senza necessità di tagliare fili o modificare la struttura originale della macchina.

Filz-Reiterdank vede in questa tecnologia l'inizio di una nuova era per il settore delle costruzioni. Negli ultimi cinquant'anni, la produttività economica statunitense è raddoppiata, e quella manifatturiera è cresciuta notevolmente grazie all'automazione e alla standardizzazione. Tuttavia, il comparto edile ha registrato un calo della produttività superiore al 30% dal 1970 a oggi.

Prefabbricazione vs. movimentazione terra

Negli ultimi anni, la prefabbricazione – che consiste nell'assemblare sul sito moduli pre-costruiti come fossero mattoncini Lego – ha rappresentato una soluzione interessante per accelerare i lavori. Tuttavia, questa tecnica non può sostituire la movimentazione del terreno, che richiede l'impiego di macchinari pesanti come escavatori e rulli compressori. Trasformare questi strumenti analogici in robot intelligenti, secondo Filz-Reiterdank, significa superare il collo di bottiglia più ostinato della catena edilizia.

L'obiettivo di Crewline è creare una orchestra robotica 24/7 in grado di preparare i cantieri in tempi record, riducendo i ritardi e i costi eccessivi causati dalla carenza di manodopera.

Automazione come risposta alla carenza di operatori

«C'è una grave carenza di operatori qualificati», afferma Filz-Reiterdank. Spesso, anche quando si riesce a reclutare personale, «non si presentano al lavoro». Secondo i dati statunitensi, l'età media di un operaio edile è di 42 anni, e circa il 45% della forza lavoro supera i 45 anni. Con l'avvicinarsi del pensionamento di questa generazione, i giovani non stanno entrando nel settore abbastanza velocemente da colmare il vuoto, creando una carenza di manodopera che rallenta i progetti e fa lievitare i costi in tutto il paese.

L'Associazione Nazionale Costruttori Edili (NAHB) ha dichiarato che «l'attrattiva verso giovani lavoratori qualificati rimane un obiettivo prioritario a lungo termine per il settore». La difficoltà nel reperire personale specializzato spinge le grandi aziende a cercare soluzioni di automazione in ogni ambito. Quando non ci sono operatori disponibili per guidare le macchine, queste devono «imparare» a muoversi da sole.

Crewline non è sola nella corsa all'automazione

Crewline non è l'unica azienda che sta lavorando per rendere i veicoli pesanti autonomi. Anche Cina, Giappone e Corea del Sud stanno investendo in questa direzione. Negli Stati Uniti, Applied Intuition, una società della Silicon Valley valutata 15 miliardi di dollari, sta sviluppando un sistema operativo autonomo che mira a essere «una piattaforma unica per la guida autonoma di qualsiasi veicolo, che si muova su terra, acqua o aria», dai veicoli passeggeri ai camion minerari da 40 tonnellate di Komatsu.

Tuttavia, Crewline si concentra esclusivamente sui contrattisti del movimento terra, una specializzazione che ha già attirato una lista di attesa di 241 aziende, con potenziali contratti annuali per oltre 26 milioni di dollari, dopo un finanziamento seed di 7,1 milioni di dollari.

«Trasformare gli strumenti analogici in robot intelligenti significa superare il collo di bottiglia più ostinato della catena edilizia, garantendo operatività continua e riducendo i costi legati alla carenza di manodopera.»

— Frederik Filz-Reiterdank, CEO di Crewline