L’interesse crescente verso la salute del sonno e la diffusione delle app dedicate hanno portato sempre più persone a monitorare le proprie ore di riposo. Tuttavia, una recente ricerca pubblicata su Frontiers in Psychology suggerisce che, per chi soffre di insonnia, questi strumenti potrebbero avere effetti controproducenti.

Lo studio, condotto da un team dell’Università di Bergen, ha analizzato i dati di oltre 1.000 adulti norvegesi, valutando l’impatto delle app per il sonno sulla qualità del riposo. I risultati indicano che, sebbene circa il 15% dei partecipanti abbia riportato un miglioramento del sonno grazie all’uso di queste applicazioni, una percentuale significativa (2,3%) ha invece registrato un peggioramento. Inoltre, il 17% degli utenti ha dichiarato che le app hanno aumentato la propria preoccupazione per la qualità del sonno.

Tra i fattori più critici emersi dallo studio c’è il fenomeno dell’ortossonnia, una condizione in cui l’ansia per i dati del sonno porta a un peggioramento della qualità del riposo.

«In medicina del sonno esiste un concetto chiamato ortossonnia: le persone diventano ansiose per le metriche del sonno e, di conseguenza, dormono peggio proprio a causa di quei dati», ha spiegato Alex Dimitriu, psichiatra e specialista in medicina del sonno, fondatore di Menlo Park Psychiatry Sleep Medicine. Dimitriu non ha partecipato allo studio.

Le app per il sonno, pur essendo sempre più sofisticate, non sempre forniscono un quadro accurato della qualità del riposo. Molte di esse si basano su algoritmi che misurano parametri come:

  • Il tempo necessario per addormentarsi;
  • La durata complessiva del sonno;
  • Il livello di riposatezza percepita al risveglio.

Tuttavia, la tecnologia è ancora in fase di sviluppo e richiede ulteriori ricerche per comprendere appieno come diversi gruppi di persone rispondano a questi strumenti. Håkon Lundekvam Berge, primo autore dello studio, ha sottolineato:

«Lo sviluppo rapido delle tecnologie per il monitoraggio del sonno impone alla comunità scientifica di stare al passo con i progressi tecnologici».

Dallo studio emerge anche una differenza generazionale nell’uso delle app. I partecipanti under 50, in particolare, hanno riportato sia benefici percepiti che un aumento dello stress e delle preoccupazioni legate al sonno. «Abbiamo riscontrato che gli adulti più giovani sono più influenzati dal feedback delle app per il sonno. Hanno segnalato sia vantaggi che ansie maggiori rispetto agli utenti più anziani», ha dichiarato Lundekvam.

Nonostante i potenziali rischi, circa il 48% dei partecipanti ha dichiarato di aver beneficiato delle app per la maggiore consapevolezza sul proprio sonno. Tuttavia, per chi soffre di insonnia, l’uso di questi strumenti potrebbe rivelarsi controproducente, alimentando un circolo vizioso di ansia e difficoltà a dormire.