Un uomo del North Carolina ha perso oltre 77.000 dollari dopo aver acquistato una Lexus GX 550 inesistente. Il concessionario reale, T T Vehicle Sales, non aveva alcuna responsabilità nella truffa, ma è stato incolpato dalla vittima. Questo caso rappresenta solo uno dei tanti episodi di clonazione di siti di concessionari che stanno colpendo l’intero settore automobilistico statunitense, grazie all’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale.

Secondo una denuncia depositata in North Carolina e riportata da Autonews, la vittima ha interagito per circa 10 giorni con un truffatore che si spacciava per un rappresentante del concessionario. Il malfattore ha inviato foto, dettagli e documenti falsi per guadagnare fiducia. Una volta ricevuto il bonifico di 77.300 dollari, le comunicazioni sono cessate improvvisamente.

Siti di concessionari clonati con AI: come funzionano le truffe

Questo episodio non è isolato. Negli ultimi mesi, sono stati segnalati numerosi casi di siti web di concessionari completamente clonati, con inventari, foto del personale e persino testimonianze generate con AI. Alcuni truffatori arrivano a fornire un "kit di fiducia", composto da documenti falsificati come rapporti di veicoli e immagini aggiuntive, per convincere le vittime della legittimità dell’offerta.

Gli esperti del settore stimano che queste truffe stiano diventando sempre più frequenti, con perdite mensili che potrebbero raggiungere milioni di dollari per gli acquirenti statunitensi.

Anche i concessionari diventano vittime

Oltre ai danni subiti dagli acquirenti, anche i concessionari reali stanno pagando un prezzo alto. Quando le vittime si rendono conto di essere state truffate, spesso lasciano recensioni negative sui siti di recensione come Google o Yelp, incolpando il concessionario reale. In alcuni casi, i rivenditori sono stati costretti a coinvolgere le forze dell’ordine per dimostrare la propria estraneità alla truffa. I concessionari più piccoli, con siti web meno strutturati, sono i più vulnerabili a questi attacchi.

Come riconoscere un concessionario falso?

Con l’avvento dell’AI, creare un sito web convincente è diventato semplice, soprattutto per i concessionari con siti meno sofisticati. Per questo motivo, gli acquirenti devono essere ancora più cauti quando effettuano acquisti online. Un sito ben fatto, una comunicazione rapida e documenti ufficiali non sono più sufficienti per garantire la legittimità di un concessionario.

Gli esperti consigliano di:

  • Verificare il numero di telefono presente sul sito chiamando direttamente il concessionario.
  • Controllare l’URL del sito per assicurarsi che corrisponda a quello ufficiale.
  • Diffidare delle richieste di pagamento rapido, soprattutto tramite bonifico o trasferimento di denaro.
  • Evitare di fidarsi solo di una comunicazione online: l’acquisto di un’auto richiede sempre una verifica di persona.

In un’epoca in cui l’AI rende i racket sempre più sofisticati, un servizio eccellente può essere un campanello d’allarme tanto quanto un segnale di affidabilità.