Taylor Swift ha definito «un po’ strana» la tendenza dei suoi fan a voler scoprire a tutti i costi a chi sono ispirati i suoi brani. In un’intervista rilasciata al New York Times dopo essere stata inclusa nella lista dei 30 più grandi cantautori viventi, la cantante ha affrontato il lato meno piacevole della fama e della dedizione dei suoi ammiratori.
«Ci sono angoli del mio pubblico che portano le cose all’estremo. Non posso farci nulla», ha dichiarato Swift. «Ci sono persone che cercano di fare indagini, di scoprire dettagli: di chi parla questa canzone? Che cosa significa? Il problema sorge quando la situazione diventa eccessiva, come se fosse un test di paternità. Ad esempio, qualcuno dice: ‘Questa canzone parla di questa persona’. Ma io ribatto: ‘Quel tizio non ha scritto la canzone, l’ho scritta io’».
Swift ha poi aggiunto: «Fa parte del gioco. Bisogna restare fedeli alla propria visione artistica e al proprio rapporto con l’arte. Poi si deve semplicemente lasciar andare e dire: ‘Ecco, spero vi piaccia! Se non vi piace ora, magari tra cinque anni sì. E se non succederà mai, comunque l’ho fatto per me stessa’».
Le critiche come motore creativo
La cantante ha sottolineato come le critiche e il dibattito costante che la circondano possano essere una spinta per il suo lavoro. Senza alcune recensioni negative o commenti online, alcune delle sue canzoni più famose non sarebbero mai esistite.
«Ci sono così tante canzoni nella mia carriera che non esisterebbero. Ad esempio, Blank Space non sarebbe mai nata se non avessi letto commenti come: ‘Ecco uno slideshow di tutti i suoi ex’», ha spiegato. «E Anti-Hero è una canzone di cui vado ancora molto fiera: non esisterebbe se non fossi stata criticata per ogni aspetto della mia personalità che non piace alle persone».
Consigli per gli artisti emergenti
Swift ha anche dato un consiglio agli artisti che sognano di seguire le sue orme: costruire una barriera contro il peggio dell’odio online. «Se c’è un punto interessante su cui rispondere, è un dono perché ti permette di scrivere qualcosa che forse non avresti scritto quel giorno», ha detto. «Ma non andate su Notes e non rispondete ai troll nei commenti. Fate arte con queste emozioni, non sprecatele in risposte sterili».