Il leader della maggioranza al Senato, John Thune (R-S.D.), ha sollecitato l’amministrazione Trump a chiudere rapidamente l’indagine sulla Fed e procedere con la conferma di Kevin Warsh come nuovo presidente della banca centrale. «Siamo tutti d’accordo sul fatto che Warsh sia una scelta eccellente e speriamo venga confermato al più presto», ha dichiarato Thune ai giornalisti martedì. «Prima l’amministrazione concluderà questa indagine e si preparerà a passare la mano al nuovo presidente della Fed, meglio sarà per tutti».
Durante l’audizione di conferma, Warsh ha sottolineato l’importanza dell’indipendenza della Fed, rispondendo con fermezza alle domande dei democratici sulla possibile pressione politica sulla politica monetaria e sui tassi di interesse. «L’indipendenza della Fed per me è tutto», ha affermato. Ha inoltre espresso scetticismo verso ciò che ritiene essere un eccessivo ampliamento del mandato della banca centrale, sostenendo che dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla stabilità dei prezzi e sulla sua «area di competenza».
Lo stallo a tre tra Trump, Powell e Tillis
La nomina di Warsh è bloccata in una situazione di stallo tra il presidente Donald Trump, il presidente uscente della Fed Jerome Powell e il senatore repubblicano Thom Tillis (R-N.C.). Trump ha più volte criticato Powell per i tassi di interesse e i costi eccessivi legati ai lavori di ristrutturazione della sede della Fed. Tillis, invece, ritiene che queste critiche siano un pretesto per esercitare pressioni sulla politica monetaria e ha posto una condizione: non supporterà la conferma di Warsh finché il Dipartimento di Giustizia non chiuderà formalmente l’indagine su Powell.
Powell, il cui mandato come presidente scade il 15 maggio, ha dichiarato che non lascerà l’incarico finché l’indagine non sarà risolta. «Rimuoviamo questa indagine e potrò sostenere la tua conferma», ha detto Tillis direttamente a Warsh, aggiungendo: «Penso che sarai indipendente».
Le conseguenze dello stallo
Se Warsh non verrà confermato entro il 15 maggio, Powell ha indicato che rimarrà alla guida della Fed in via provvisoria, prolungando così la contrapposizione tra un presidente che vuole vederlo andare via e un banchiere centrale che si rifiuta di cedere il posto finché l’indagine non sarà chiusa.