Il senatore repubblicano Thom Tillis (R-N.C.) ha annunciato domenica di non opporsi più alla conferma di Kevin Warsh come nuovo presidente della Federal Reserve. La decisione elimina l’ultimo ostacolo per la nomina voluta da Donald Trump, aprendo la strada a una rapida approvazione in Senato.

La sblocco arriva dopo che il Dipartimento di Giustizia (DOJ) ha chiuso l’inchiesta penale sulla condotta dell’attuale presidente della Fed, Jerome Powell. Tillis aveva più volte sottolineato che l’indagine rappresentava una minaccia all’indipendenza della banca centrale, condizione imprescindibile per il suo sostegno a Warsh.

In una dichiarazione rilasciata domenica, Tillis ha affermato:

«Fin dall’inizio è stato chiaro: l’inchiesta penale dell’ufficio del procuratore degli Stati Uniti su Jerome Powell rappresentava una seria minaccia all’indipendenza della Fed. Era necessario che terminasse prima di poter sostenere la nomina di Kevin Warsh.»

Nonostante la chiusura dell’indagine, il DOJ ha consentito all’ispettore generale della Fed di indagare su eventuali sforamenti di bilancio legati alla ristrutturazione del nuovo quartier generale della banca centrale, un progetto da miliardi di dollari.

Tillis ha inoltre dichiarato a Meet the Press di essere stato rassicurato dal DOJ sulla possibilità che l’indagine possa essere riaperta in futuro, anche se su basi legali e non penali.

«Con queste garanzie, guardo con favore alla conferma di Kevin Warsh. È un candidato eccellente e la Federal Reserve deve finalmente concentrarsi sulla sua missione, lasciandosi alle spalle questa distrazione.»

Le prossime tappe

Con il via libera di Tillis, la nomina di Warsh dovrebbe avanzare rapidamente in Senato. La commissione bancaria voterà mercoledì per l’approvazione, aprendo la strada al voto finale in aula. Il tempo, però, è stretto: il mandato di Powell scade il 15 maggio, lasciando meno di tre settimane per completare l’iter e insediare il nuovo presidente.

Il futuro di Powell: restare o andare?

La chiusura dell’inchiesta del DOJ potrebbe non essere sufficiente per Jerome Powell, che ha più volte ribadito di voler lasciare il board della Fed solo quando l’indagine sarà «completamente risolta, con trasparenza e definitive». In un’intervista di aprile, aveva dichiarato:

«Non ho alcuna intenzione di lasciare il board finché l’indagine non sarà del tutto conclusa.»

Tillis, in un’intervista a Meet the Press, ha commentato:

«Spetta a Powell decidere quando e se lasciare il board. Credo che voglia vedere come si evolverà l’appello e assicurarsi che tutto sia definitivamente risolto. Potrebbe essere un processo lungo, speriamo di no.»

Powell potrebbe comunque restare in carica come governatore della Fed fino al 2028, quando scadrà il suo mandato. La sua decisione dipenderà dagli sviluppi legali e dalle pressioni politiche nei prossimi giorni.

Fonte: Axios