Trump respinge la proposta iraniana e intensifica la pressione militare

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha categoricamente rifiutato la proposta avanzata dall’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz al commercio internazionale, in cambio della revoca del blocco navale imposto dagli USA sui porti iraniani e del rinvio delle trattative sul programma nucleare. La dichiarazione, rilasciata durante un’intervista ad Axios mercoledì, sottolinea la determinazione di Washington a mantenere la pressione economica e militare sull’Iran.

La strategia di Trump: blocco navale più efficace dei bombardamenti

Trump ha definito il blocco navale «più efficace dei bombardamenti», affermando che l’Iran sta «soffocando come un maiale stufo». Secondo il presidente statunitense, questa misura costringerà Teheran a cedere alle richieste americane, in particolare riguardo al programma nucleare. «Non possono avere l’arma nucleare», ha dichiarato Trump, aggiungendo che l’Iran «vuole trattare, ma non otterrà la revoca del blocco».

Le critiche degli esperti sulla minaccia nucleare iraniana

Nonostante le affermazioni di Trump, diversi analisti ed esponenti politici statunitensi mettono in dubbio la reale minaccia nucleare rappresentata dall’Iran. Secondo gli esperti, Teheran non era nemmeno vicina a possedere armi nucleari quando gli USA hanno avviato le operazioni militari congiunte con Israele. Persino il segretario alla Difesa Pete Hegseth, durante un’audizione al Congresso, ha faticato a dimostrare un’imminente minaccia nucleare da parte dell’Iran.

Nuovi attacchi militari in preparazione

Parallelamente al rifiuto dell’accordo, il Comando Centrale degli USA (CENTCOM) ha predisposto un piano per una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, descritti come «brevi ma potenti». Secondo fonti vicine ad Axios, i bersagli potrebbero includere infrastrutture strategiche. L’obiettivo è costringere l’Iran a tornare al tavolo delle trattative, accettando le condizioni statunitensi. Tuttavia, Trump ha ammesso che i bombardamenti sono meno efficaci del blocco navale, oltre a rappresentare un costo economico elevato: il Pentagono ha infatti rivelato che l’operazione Epic Fury è costata finora 25 miliardi di dollari.

Le minacce dell’Iran e il rischio di escalation

In risposta alle pressioni statunitensi, un alto funzionario iraniano ha avvertito che il blocco navale «sarà presto affrontato con azioni pratiche e senza precedenti». La tensione tra i due paesi rimane altissima, con il rischio concreto di un’escalation militare che potrebbe destabilizzare ulteriormente la regione del Medio Oriente.

«Il blocco navale è più efficace dei bombardamenti. L’Iran sta soffocando e non otterrà l’arma nucleare.»

— Donald Trump, presidente degli Stati Uniti