Le politiche di "Just Say No" sembrano ormai un lontano ricordo. Questo fine settimana, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per aumentare la disponibilità di alcuni psicofarmaci come trattamenti per i disturbi mentali, stanziando 50 milioni di dollari e ordinando alla Food and Drug Administration (FDA) di accelerare le approvazioni.

Durante l’incontro con funzionari dell’amministrazione, un ex Navy SEAL e il podcaster Joe Rogan, Trump ha scherzato: «Posso averne un po’, per favore?»

Mercoledì, l’amministrazione ha inoltre declassato la marijuana medica dalla categoria più restrittiva delle sostanze controllate, spingendo la Drug Enforcement Administration (DEA) a fare lo stesso per la marijuana ricreativa.

Una nuova era per la politica repubblicana sulle droghe

Queste mosse rappresentano un’inversione di tendenza rispetto alle tradizionali politiche repubblicane, storicamente più severe. Mentre l’amministrazione mantiene una linea dura contro il fentanyl, l’approccio più permissivo verso sostanze come la cannabis e gli psicofarmaci segna un cambiamento radicale.

«Con questa mossa, ci troviamo di fronte all’amministrazione più pro-droga della storia americana», ha dichiarato Kevin Sabet, CEO di Smart Approaches to Marijuana, un gruppo contrario alla legalizzazione. «La politica è ora dettata da CEO del settore della marijuana, investitori di psicofarmaci e podcaster in piena dipendenza. È una tragedia senza precedenti per il popolo americano. L’industria della marijuana sta diventando il nuovo Big Tobacco, e Trump la sta accogliendo a braccia aperte nelle case di milioni di famiglie».