Il superstar dei San Antonio Spurs, Victor Wembanyama, è stato costretto ad abbandonare la partita a causa di una commozione cerebrale. L’incidente è avvenuto nel secondo quarto di Game 2 dei playoff NBA 2026 contro i Portland Trail Blazers, quando il giocatore è caduto dopo un movimento di guida a canestro contro Jrue Holiday.
Wembanyama ha sbattuto violentemente la testa sul parquet, mostrando subito segni di disorientamento. Dopo una breve valutazione in campo, è stato portato negli spogliatoi e non è rientrato in partita. La franchigia ha successivamente confermato la diagnosi di commozione cerebrale, mettendo in dubbio la sua partecipazione alle prossime gare della serie.
I Trail Blazers hanno vinto l’incontro per 106-103, portando la serie sul 1-1. Wembanyama, che aveva realizzato 5 punti in 12 minuti prima dell’infortunio, era stato protagonista assoluto in Game 1, con 35 punti e una prestazione dominante sia in attacco che in difesa.
L’incidente ha riacceso il dibattito sul protocollo concussione in NBA. Secondo le linee guida, un giocatore con questa diagnosi deve osservare almeno 48 ore di riposo assoluto, essere asintomatico e ottenere il via libera sia dalla squadra che dalla lega prima di poter tornare in campo. Come riportato da Shams Charania, il processo di recupero potrebbe protrarsi per almeno 7-10 giorni, ma in alcuni casi anche più a lungo.
La serie ora si sposta a Portland per Game 3 di venerdì, seguito da Game 4 domenica. Il ritorno a San Antonio è previsto per Game 5 il martedì successivo, con Game 6 e Game 7 programmati a distanza di due giorni l’uno dall’altro.
«Questo è un momento davvero sfortunato per i Spurs. Non si tratta di un infortunio che i medici della squadra dovrebbero permettere di giocare attraverso. Con la serie in parità 1-1, ci sarà pressione per accelerare il rientro, ma Wembanyama deve ricordare di proteggere la sua salute.»
La situazione rimane in evoluzione e gli aggiornamenti seguiranno non appena disponibili.