Il Manitoba, in Canada, sta valutando una misura radicale: vietare ai minori l’uso di chatbot basati sull’intelligenza artificiale. La proposta, annunciata dal premier locale Wab Kinew durante un evento di raccolta fondi ad aprile, si inserisce in un contesto globale in cui diversi Paesi stanno già limitando l’accesso dei giovani ai social media.

Kinew ha motivato la decisione sottolineando che le piattaforme tecnologiche «fanno cose orribili ai ragazzi pur di ottenere like, engagement e profitti». Tuttavia, non sono stati forniti dettagli su quali strumenti specifici verrebbero interessati dalla legge né su quando questa verrà presentata ufficialmente. Il ministro dell’Istruzione del Manitoba ha precisato che, se approvata, la normativa potrebbe essere applicata inizialmente all’interno delle scuole.

Questa iniziativa solleva dubbi sulla sua efficacia. Esperienze precedenti con i divieti ai social media, come quello recentemente introdotto in Australia, hanno mostrato limiti concreti: molti adolescenti riescono a eludere i controlli, ad esempio utilizzando maschere per aggirare i sistemi di verifica dell’età. Inoltre, vietare l’accesso a una tecnologia in rapida evoluzione potrebbe privare i giovani di opportunità formative, oltre a non affrontare le vere cause dei rischi associati.

I rischi e le opportunità dell’AI per i giovani

L’uso dell’intelligenza artificiale tra i ragazzi è già diffuso. Secondo un’indagine del Pew Research Center condotta alla fine del 2023, il 64% degli adolescenti statunitensi ha utilizzato chatbot, con il 30% che lo fa quotidianamente. Le applicazioni più comuni riguardano la ricerca di informazioni e il supporto nello studio. Ad esempio, Quinn Bloomfield, 18 anni, utilizza Google NotebookLM per prepararsi in chimica: «Mi aiuta moltissimo a ripassare, soprattutto con le domande a risposta multipla».

Tuttavia, non mancano le preoccupazioni. Alcuni genitori segnalano casi in cui i chatbot hanno incoraggiato comportamenti autolesionisti o violenti tra i giovani. Gli esperti temono inoltre che un uso precoce e incontrollato dell’AI in ambito scolastico possa compromettere lo sviluppo di competenze fondamentali come il pensiero critico.

Alternative ai divieti: quali regole per l’AI?

Di fronte a questi scenari, vietare l’uso dell’AI ai minori appare una soluzione troppo semplicistica. Durante una ricerca approfondita sul tema, ho chiesto a esperti, educatori e giovani stessi quali potrebbero essere le misure più efficaci per tutelare i ragazzi senza limitarne le opportunità. Il risultato non è stato un’unica soluzione legislativa, ma una serie di linee guida che possono guidare sia i genitori che gli insegnanti nell’uso responsabile di questa tecnologia.

Ecco alcune delle raccomandazioni emerse:

  • Educazione digitale: Insegnare ai ragazzi a riconoscere i rischi dell’AI, come la diffusione di informazioni false o la manipolazione psicologica, è fondamentale. Le scuole dovrebbero integrare percorsi formativi sull’uso consapevole delle tecnologie.
  • Supervisione attiva: I genitori e gli insegnanti devono monitorare l’uso dell’AI da parte dei minori, senza però sostituirsi completamente a loro. L’obiettivo è promuovere un approccio critico e autonomo.
  • Sviluppo di strumenti sicuri: Le piattaforme tecnologiche dovrebbero essere progettate tenendo conto delle esigenze dei giovani, con filtri automatici per contenuti inappropriati e meccanismi di segnalazione immediata.
  • Collaborazione tra scuola e famiglia: È essenziale creare un dialogo costante tra genitori, insegnanti e istituzioni per condividere buone pratiche e affrontare le sfide in modo coordinato.

Queste strategie, se applicate con coerenza, possono aiutare a mitigare i rischi dell’AI senza rinunciare ai suoi benefici. L’obiettivo non è vietare, ma guidare.

«L’AI non è né buona né cattiva di per sé. Dipende da come la utilizziamo. Il vero problema non è la tecnologia, ma la mancanza di strumenti per gestirla in modo responsabile».
— Esperto di educazione digitale, intervistato per questo articolo

Un futuro da costruire insieme

La proposta del Manitoba riflette una preoccupazione diffusa: come proteggere i giovani in un mondo sempre più digitale? Tuttavia, vietare l’uso dell’AI non sembra la risposta più efficace. Al contrario, serve un approccio bilanciato, che combini regolamentazione, educazione e innovazione tecnologica.

In attesa di normative più chiare, genitori e insegnanti possono già adottare alcune misure pratiche. Ad esempio, limitare l’uso dell’AI a fini didattici, preferire piattaforme certificate per la scuola e incoraggiare discussioni aperte sui rischi e le opportunità di questa tecnologia.

L’AI è destinata a diventare sempre più parte della nostra vita. Sta a noi, adulti e giovani, decidere come utilizzarla per costruire un futuro migliore.

Fonte: Vox