Bitcoin sta mostrando segnali di ripresa dopo sei mesi di stagnazione. Secondo gli analisti, la criptovaluta più famosa al mondo potrebbe presto superare i 80.000 dollari, un livello che non toccava dal 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno avviato i bombardamenti contro l’Iran.

Gli esperti di MAREX, in una nota agli investitori, hanno definito il mercato attuale come «ostinato, non euforico». Questo perché, come sottolineano, i mercati ostinati tendono a invertire la tendenza quando ignorano le cattive notizie. Ma i trader dovrebbero davvero essere ottimisti? Analizziamo i fattori chiave.

I driver del possibile rally di Bitcoin

1. Interesse istituzionale e condizioni macroeconomiche

Gli analisti indicano una combinazione di elementi che potrebbero spingere Bitcoin verso l’alto:

  • Acquisti istituzionali: sempre più investitori istituzionali stanno entrando nel mercato delle criptovalute.
  • Stabilità macroeconomica: nonostante le tensioni geopolitiche, i mercati azionari come lo S&P 500 e il Nasdaq stanno registrando performance positive.
  • Nuova leadership alla Fed: la possibile nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve, dopo la scadenza del mandato di Jerome Powell a maggio, alimenta le aspettative di un taglio dei tassi di interesse.

2. Regolamentazione e politica

Il settore delle criptovalute sta ricevendo segnali positivi da parte delle istituzioni:

  • È stato approvato il Genius Act, una legge storica sulle stablecoin.
  • Le autorità stanno emanando linee guida favorevoli al settore.
  • L’amministrazione Trump continua a promuovere politiche favorevoli alle criptovalute.

Tuttavia, il Clarity Act, una proposta di legge che dovrebbe fornire regole chiare per il settore, rimane bloccato in Parlamento. Questo potrebbe rappresentare un ostacolo per una crescita sostenibile.

3. Tensioni geopolitiche e inflazione

Nonostante il recente accordo di tregua tra Washington e Teheran, la situazione rimane instabile. Lo Stretto di Hormuz, vitale per il trasporto del 25% del petrolio mondiale, è di fatto chiuso, mantenendo i prezzi dell’energia elevati. Questo, a sua volta, influisce sull’inflazione, rendendo meno probabili tagli dei tassi da parte delle banche centrali.

Alti tassi di interesse, infatti, limitano la liquidità disponibile per gli investimenti in asset rischiosi come Bitcoin.

Le incognite: Warsh e la conferma alla Fed

La nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Fed è vista come un evento potenzialmente positivo per Bitcoin. Tuttavia, le probabilità della sua conferma stanno diminuendo:

  • Secondo Polymarket, le probabilità che Warsh venga confermato entro il 15 maggio sono scese al 25%, rispetto al 92% di marzo.
  • Le chance di conferma entro il 30 giugno sono passate dal 91% all’inizio di aprile al 72% attuale.

Warsh, durante un’audizione di due ore al Congresso, ha dichiarato di voler mantenere l’indipendenza della Fed dalle pressioni politiche, ma la sua nomina rimane incerta.

Conclusione: ottimismo sì, ma con prudenza

Bitcoin sta mostrando segnali di ripresa, ma il percorso verso un rally sostenibile è disseminato di incognite. Gli investitori dovrebbero monitorare attentamente l’evoluzione della politica monetaria statunitense, la situazione geopolitica e i progressi normativi. Solo allora sarà possibile valutare se la fiducia degli analisti sia giustificata.

Fonte: DL News