Un paesaggio morto tra le sequoie

Niente felci, niente arbusti, nessun fiore. Il sottobosco delle foreste californiane vicino al Lassen Peak è ridotto a una distesa di terra brulla e morta. L’unica eccezione sono le file ordinate di giovani alberi, piantati a mano per accelerare la rinascita del territorio. Ma questa immagine, scoperta dal reporter Nate Halverson durante una raccolta di funghi, nasconde una realtà inquietante.

Glyphosate, il veleno che uccide per "salvare"

Il Servizio Forestale statunitense e le aziende del legno stanno spruzzando quantità record di glyphosate, meglio noto con il marchio Roundup, nelle foreste californiane. L’obiettivo? Eliminare la vegetazione spontanea per favorire la crescita di specie arboree commerciali, in un territorio devastato da anni di mega-incendi. Ma il metodo sta distruggendo l’ecosistema, uccidendo anche la biodiversità che dovrebbe essere protetta.

Un’indagine di un anno svela i rischi

Nel corso di un’inchiesta durata un anno, pubblicata questa settimana nel programma Reveal, Halverson ha documentato l’uso massiccio di questo diserbante controverso. Secondo gli esperti, la collaborazione tra industria chimica e Servizio Forestale sta diventando una minaccia per gli ecosistemi forestali.

«Il matrimonio tra l’industria chimica e il Servizio Forestale deve essere seriamente e profondamente analizzato». La dipendenza dagli erbicidi e dal glyphosate è preoccupante: «Dobbiamo farli entrare in riabilitazione».

Craig Thomas, esperto di restauro ambientale

Le conseguenze di una scelta discutibile

L’uso del glyphosate nelle foreste non è una novità, ma la portata attuale è senza precedenti. Secondo i dati raccolti, le quantità spruzzate sono triplicate negli ultimi anni, con un impatto devastante su suolo, acqua e fauna. Gli ambientalisti denunciano che questo approccio non solo non risolve il problema degli incendi, ma lo aggrava, creando condizioni ancora più favorevoli per futuri roghi.

Un’alternativa possibile?

Gli esperti suggeriscono di abbandonare la dipendenza dagli erbicidi chimici e di adottare metodi di gestione forestale più sostenibili. Tra le soluzioni proposte ci sono il pascolo controllato, la selezione naturale delle specie e il recupero delle aree bruciate senza interventi chimici. Tuttavia, la transizione richiede investimenti e una volontà politica che, al momento, sembra mancare.

Il futuro delle foreste californiane

Mentre il Servizio Forestale continua a difendere l’uso del glyphosate come strumento necessario per la rinascita delle foreste, le prove della sua dannosità si accumulano. La domanda rimane: a quale costo? La salute degli ecosistemi e la biodiversità non possono essere sacrificate sull’altare della produzione di legname.