Bitcoin (BTC) ha superato per la prima volta da gennaio la soglia psicologica degli 80.000 dollari, toccando quota 81.000 dollari martedì mattina. Una notizia che ha entusiasmato gli investitori, ma quali sono le ragioni dietro questo rialzo?

Due i principali fattori che hanno spinto la criptovaluta a superare questo traguardo dopo mesi di stagnazione.

1. La stabilizzazione dello Stretto di Hormuz

Le tensioni geopolitiche hanno reso volatili asset come oro, azioni e criptovalute nel 2024. L’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran a febbraio ha portato Teheran a minacciare la chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle rotte commerciali più strategiche al mondo, causando un’impennata dei prezzi del petrolio.

Dopo il rifiuto da parte del presidente Trump di una proposta di pace iraniana che prevedeva la riapertura dello stretto, lunedì è stato annunciato “Project Freedom”: un piano militare statunitense per scortare le petroliere e le navi mercantili attraverso la zona, garantendo così la ripresa dei flussi energetici.

Il provvedimento ha ridotto il prezzo del barile da circa 127 dollari a 104 dollari, alleviando le preoccupazioni sui mercati. Secondo 247WallSt.com, questo ha anche migliorato il sentiment degli investitori nel settore crypto. Da quando è stato annunciato il progetto, Bitcoin ha registrato un rialzo del 3,5%, superando finalmente la barriera psicologica degli 80.000 dollari, un livello che non veniva raggiunto dalla fine di gennaio.

2. I progressi sulla legge Clarity Act

Un altro elemento chiave è rappresentato dai recenti sviluppi sulla Clarity Act, una proposta di legge volta a fornire maggiore chiarezza normativa al settore delle criptovalute.

Tra le principali novità, la legge dovrebbe definire quale autorità regolatoria sovrintenderà al mercato crypto: la CFTC (Commodity Futures Trading Commission) o la SEC (Securities and Exchange Commission). Inoltre, la normativa affronterà la questione dei rendimenti offerti sulle criptovalute, un tema che ha generato forti contrasti tra il settore bancario e quello crypto.

Le banche si oppongono alla possibilità per le piattaforme crypto di offrire rendimenti (tra il 3% e il 5%) sui depositi, temendo che possa attirare capitali lontano dai conti di risparmio tradizionali, che offrono tassi inferiori allo 0,5%.

Dopo mesi di stallo, sembra che i legislatori abbiano trovato un compromesso. Secondo CNBC, la versione aggiornata della Clarity Act escluderebbe la possibilità per le società crypto di pagare rendimenti sui depositi, una soluzione che potrebbe sbloccare il processo legislativo.

Questi due fattori combinati hanno contribuito a rilanciare Bitcoin, riportando l’attenzione degli investitori su una criptovaluta che, dopo un periodo di incertezza, mostra segni di ripresa.