Il Bitcoin ha registrato un’impennata del 3% nelle ultime 24 ore, superando la soglia psicologica dei 82.000 dollari, trainato dall’approvazione di una legge cruciale da parte del Senato statunitense e dalla crescente domanda di prodotti creditizi legati alla criptovaluta.

Nella giornata di giovedì, il Bitcoin ha toccato un massimo intraday di 82.000 dollari, con un volume di scambi spot superiore al miliardo di dollari. Questo rialzo arriva dopo che la Commissione Bancaria del Senato USA ha approvato con 15 voti favorevoli e 9 contrari il Digital Asset Market Clarity Act (H.R. 3633), una proposta di legge che introduce un quadro normativo federale per la regolamentazione delle criptovalute, delle stablecoin e degli intermediari del settore.

La legge, che suddivide le competenze tra SEC e CFTC, stabilisce regole per la registrazione, la trasparenza e la conformità di exchange, broker e custodi. Secondo il presidente della commissione, Tim Scott, questa normativa rappresenta una svolta dopo anni di incertezza normativa per le aziende crypto, che operavano in una “zona grigia” sotto regole pensate per mercati tradizionali. L’obiettivo dichiarato è favorire l’innovazione negli Stati Uniti, rafforzando al contempo i controlli contro l’uso criminale delle criptovalute.

Sen. Cynthia Lummis, a capo del sottocomitato per le criptovalute, ha definito il Clarity Act come il progetto di legge più complesso della sua carriera, sottolineando come si tratti di una “prima assoluta” per integrare asset digitali basati su software all’interno della normativa finanziaria esistente.

Dall’altro lato, la senatrice Elizabeth Warren, leader dell’opposizione, ha criticato la legge, sostenendo che indebolisce le protezioni per gli investitori, prevarica le normative anti-frode statali e consente alle banche di accumulare esposizioni significative in criptovalute, un rischio paragonabile a quelli pre-crisi del 2008. Warren ha definito il provvedimento “una dichiarazione di caccia aperta ai consumatori” e ha etichettato la legge come “scritta dall’industria” e “prematura”, sollevando anche preoccupazioni di natura etica e di sicurezza nazionale legate agli interessi crypto dell’ex presidente Donald Trump.

STRC e SATA: i nuovi protagonisti dell’accumulo istituzionale di Bitcoin

In questo contesto, Strategy Inc. con il suo prodotto STRC continua a scalare il proprio programma di accumulo di Bitcoin. Secondo i dati del Bitcoin for Corporations’ STRC ATM Tracker, il volume totale di emissione ha superato 1,24 miliardi di dollari, con un accumulo stimato di 11.709 BTC e un rendimento effettivo del 11,5%. Il tasso di conversione dei proventi si attesta intorno all’80%, rendendo STRC uno dei maggiori acquirenti istituzionali di Bitcoin della storia. La struttura proposta mira a un accumulo pari a 26 volte l’offerta giornaliera di Bitcoin, confermando il ruolo chiave di questo strumento nel mercato.

Parallelamente, Strive ha annunciato che il suo prodotto SATA inizierà a distribuire dividendi in contanti ogni giorno lavorativo a partire da giugno, mantenendo un tasso annuo del 13%. Grazie alla capitalizzazione quotidiana, il rendimento effettivo stimato raggiunge il 13,88%. SATA si distingue per un bilancio privo di debiti e una dotazione di oltre 15.000 BTC, con un rendimento in Bitcoin del 11,1% registrato nel primo trimestre del 2026.

Bitcoin si avvicina ai 82.000 dollari: analisti puntano sui derivati

Gli analisti di Bitfinex hanno sottolineato che, con il Bitcoin che oscilla intorno agli 80.000 dollari, il tradizionale funding rate ha perso parte della sua affidabilità come indicatore. Per questo motivo, stanno rivolgendo l’attenzione al posizionamento degli options, che potrebbe fornire segnali più precisi sull’andamento del mercato. La domanda degli ETF e l’attività di mercato aperta stanno giocando un ruolo chiave in questa fase di rialzo.