Negli Stati Uniti, due legislature statali hanno recentemente respinto iniziative volte a limitare i poteri dei Prescription Drug Affordability Boards, organismi controversi incaricati di regolamentare i prezzi dei medicinali.
In Virginia, l’Assemblea Generale ha approvato all’unanimità una mozione per respingere un emendamento proposto dal governatore democratico Abigail Spanberger. La proposta prevedeva di posticipare l’entrata in vigore di due leggi che istituiscono un board per la spesa farmaceutica, consentendogli di imporre limiti di prezzo basati sui tassi negoziati da Medicare. Ora Spanberger dovrà scegliere tra approvare le leggi così come sono state approvate o porre il veto.
In Colorado, invece, la Commissione per la Salute e i Servizi Umani della Camera ha rinviato l’esame di un disegno di legge che avrebbe esentato gli orphan drugs – farmaci per malattie rare – dalle eventuali soglie di prezzo imposte dal board statale. Il rinvio, avvenuto fino alla fine della sessione legislativa, ha di fatto affossato la proposta.
I Prescription Drug Affordability Boards sono stati istituiti in diversi Stati americani come strumento per contrastare l’aumento dei costi dei farmaci, spesso criticati dalle case farmaceutiche per il loro presunto intervento nei meccanismi di mercato. Tuttavia, le recenti decisioni di Colorado e Virginia dimostrano una crescente resistenza politica verso qualsiasi tentativo di indebolirne l’operato.