I Democratici hanno presentato un ricorso d'urgenza alla Corte Suprema degli Stati Uniti per bloccare una sentenza della Corte Suprema della Virginia che ha invalidato le nuove mappe elettorali dello stato. La decisione, arrivata venerdì scorso, ha di fatto annullato il referendum approvato dagli elettori a novembre, che avrebbe permesso di ridisegnare i distretti congressuali in favore del partito.
La Corte Suprema della Virginia ha stabilito che le nuove mappe, approvate con un referendum nel quale il 50,3% degli elettori si era espresso a favore, non potevano essere utilizzate perché il processo di redazione non aveva rispettato i tempi procedurali previsti. Secondo la legge statale, un emendamento costituzionale deve essere approvato due volte dal Parlamento: la prima durante una sessione legislativa ordinaria e la seconda dopo un intervallo di tempo, prima di essere sottoposto al voto popolare. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che il processo fosse stato accelerato in modo irregolare, poiché le votazioni anticipate erano già in corso.
Gli avvocati dei Democratici e del procuratore generale dello stato, Jay Jones, hanno definito la sentenza una violazione della volontà popolare. In una nota, hanno sottolineato che «la Corte ha annullato la volontà dei cittadini che avevano approvato l'emendamento, costringendo lo stato a tenere le elezioni con i distretti congressuali che gli elettori avevano respinto». Hanno inoltre avvertito che «il danno irreparabile derivante dalla decisione è immediato e profondo».
La sentenza rappresenta un duro colpo per i Democratici, che puntavano sulla Virginia per bilanciare le vittorie repubblicane in altri stati come Texas e Florida, dove sono state approvate nuove mappe favorevoli al GOP. Il ricorso alla Corte Suprema è l'ultima mossa disperata del partito per cercare di contrastare il vantaggio repubblicano in vista delle elezioni di midterm.
Sabato, i legislatori democratici si sono riuniti con il leader della minoranza alla Camera, Hakeem Jeffries, per valutare altre strategie, tra cui una proposta di aggirare la sentenza ridisegnando comunque i distretti congressuali dello stato.