Quest’anno, Disney inaugurerà la stagione estiva delle grandi uscite con un confronto epico tra bene e male. Da un lato, una giovane donna sottovalutata e incompresa, che ha superato le sue umili origini per diventare una forza formidabile. Dall’altro, il diavolo in persona. Una trama che potrebbe ricordare molti dei film Marvel che, per quasi vent’anni, hanno dato il via all’estate cinematografica: Iron Man (2008), The Avengers (2012), Avengers: Infinity War (2018) e Avengers: Endgame (2019). Anche recentemente, Marvel ha mantenuto il controllo della fine della primavera con Guardians of the Galaxy Vol. 3 (2023) e Thunderbolts* (2025).

Eppure, il film che Disney lancerà quest’anno, pur presentando buoni e cattivi, non avrà superpoteri né eroi Marvel. Perché The Devil Wears Prada 2 non è un film di supereroi. La sua collocazione nel calendario estivo potrebbe essere il segnale più chiaro che la cosiddetta ‘superhero fatigue’ è reale.

Cosa si intende per ‘superhero fatigue’?

Il termine, sempre più diffuso, descrive la stanchezza del pubblico nei confronti delle infinite saghe supereroistiche, delle serie TV in continuity e persino dei problemi di continuità del DCEU e del nuovo DCU di James Gunn. Secondo i critici, la terza ondata di film sui supereroi, inaugurata da The Dark Knight e Iron Man, è stata entusiasmante, ma è terminata con Endgame. Ora, il pubblico sembra preferire film tratti da videogiochi e sequel di franchise consolidati.

D’altra parte, chi non crede nel concetto di ‘superhero fatigue’ sottolinea che i film di supereroi continuano a incassare: Guardians 3 e Spider-Man: Across the Spider-Verse sono stati tra i dieci film più visti nel 2023, così come Deadpool & Wolverine nel 2024 e Superman nel 2025. Anche The Fantastic Four: First Steps e Black Adam hanno ottenuto risultati finanziari soddisfacenti, nonostante non siano stati dei blockbuster.

Un cambio di strategia per Disney e Warner Bros.

La scelta di posizionare The Devil Wears Prada 2 all’inizio dell’estate potrebbe confermare entrambe le tesi. Né Disney né Warner Bros. hanno intenzione di abbandonare i supereroi: entrambi i colossi hanno ancora in produzione film e serie per l’MCU e il DCU. Tuttavia, hanno rallentato il ritmo di sviluppo che caratterizzava l’apice della terza ondata supereroistica.

Kevin Feige e James Gunn hanno più volte sottolineato la necessità di privilegiare la qualità alla quantità, ammettendo che l’eccesso di progetti ha diluito l’interesse del pubblico. Inoltre, The Devil Wears Prada 2, pur non essendo un vero e proprio sequel legacy — non sembra introdurre una nuova giornalista di moda goffa pronta a seguire le orme di Andy Sachs (Anne Hathaway) — sfrutta comunque il fascino del genere.

Il film, infatti, non solo porta avanti la storia del primo capitolo, ma rafforza un trend emergente: il ritorno dei sequel di successo degli anni 2000, capaci di attrarre sia il pubblico nostalgico che quello nuovo. Una mossa che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per il cinema, lontana dai supereroi.