La FCC (Federal Communications Commission) ha ordinato ieri una revisione straordinaria della licenza di trasmissione di ABC, ma secondo gli esperti legali, il colosso Disney potrebbe avere la meglio se decidesse di combattere la decisione. La normativa del 1996, infatti, rende estremamente difficile per l’agenzia revocare una licenza di trasmissione, anche in fase di rinnovo.
«Dal momento che la NAB (National Association of Broadcasters) ha ottenuto un emendamento nel Telecommunications Act del 1996, negare il rinnovo a una stazione televisiva rappresenta un onere quasi insormontabile per la FCC», ha dichiarato ad Ars Andrew Jay Schwartzman, senior counselor del Benton Institute for Broadband & Society.
Il Telecommunications Act del 1996 rappresentò una revisione epocale del Communications Act del 1934, la legge che istituì la FCC e ne definì i poteri. Questo aggiornamento normativo rafforzò le garanzie per i broadcaster, rendendo le revoche delle licenze un’azione eccezionale e altamente complicata dal punto di vista legale.
Le basi legali a favore di Disney
Secondo gli analisti, Disney potrebbe sfruttare due principali argomentazioni per respingere la minaccia della FCC:
- Precedente normativo del 1996: La legge richiede che la FCC dimostri una violazione grave e documentata da parte del broadcaster per revocare una licenza. Una semplice revisione straordinaria, senza accuse concrete, risulta insufficiente.
- Interesse pubblico: La FCC deve dimostrare che la revoca della licenza servirebbe l’interesse pubblico, un requisito che, in assenza di prove di condotta illecita, diventa difficile da sostenere.
Cosa potrebbe accadere ora
Se Disney decidesse di opporsi, il caso potrebbe trascinarsi in tribunale per mesi o addirittura anni. Tuttavia, la società ha già dimostrato in passato di essere disposta a difendere i propri asset: basti pensare alla battaglia legale contro la Florida per la legge sui diritti dei genitori nelle scuole, conclusasi con una vittoria della Corte Suprema.
«La FCC sta agendo in modo inusuale e potenzialmente arbitrario», ha aggiunto Schwartzman. «Se Disney deciderà di combattere, avrà ottime possibilità di successo».