Due donne iraniane con green card, Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia Sarina Hosseiny, sono state arrestate a casa loro vicino a Los Angeles all’inizio di questo mese con l’accusa di essere parenti del generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso nel 2020 da un drone statunitense.

Le accuse, tuttavia, si basavano su informazioni fornite da Laura Loomer, una nota attivista islamofoba, che aveva sollecitato la deportazione di una donna da lei identificata come nipote del generale. Un’indagine condotta da Drop Site, che ha esaminato documenti ufficiali come certificati di nascita, atti di identità e un testamento familiare, ha invece dimostrato che non esiste alcun legame tra le due donne e il generale Soleimani.

Le prove contraddicono anche le dichiarazioni del Dipartimento di Stato statunitense, che aveva revocato i loro permessi di soggiorno accusandole di vivere nel lusso negli Stati Uniti. Secondo amici e familiari, le due donne erano in ritardo con i pagamenti del mutuo e ora devono fare affidamento su aiuti esterni per coprire le spese legali legate al loro arresto.

La versione della famiglia Soleimani

Zeinab Soleimani, figlia più giovane del generale, ha dichiarato ai media iraniani che le accuse erano «false» e che «le persone arrestate negli Stati Uniti non hanno alcuna connessione con la nostra famiglia». Anche un’altra figlia, Narjes Soleimani, ha confermato in una dichiarazione separata: «Fino a oggi, nessun membro della famiglia Soleimani, né alcun loro parente, ha risieduto negli Stati Uniti».

Le accuse di Laura Loomer e il ruolo di Marco Rubio

Laura Loomer, nota per le sue posizioni estremiste e islamofobe, aveva pubblicato diversi post in cui sosteneva che la nipote del generale Soleimani stesse minacciando l’amministrazione Trump, condividendo contenuti simpatizzanti per il regime iraniano e celebrando i lanci di missili contro Israele e altri paesi del Medio Oriente. Secondo Loomer, la donna viveva nel lusso a Los Angeles.

Dopo l’arresto delle due donne, il Dipartimento di Stato ha emesso una dichiarazione in cui affermava di aver revocato i loro permessi di soggiorno, accusandole di «vivere nel lusso negli Stati Uniti». Tuttavia, secondo quanto riportato da Drop Site, le accuse di una vita agiata sono infondate. Hosseiny ha dichiarato che sua madre, in passato attivista politica in Iran, era stata incarcerata per le sue posizioni e ora rischia di essere deportata per le stesse ragioni.

La storia delle due donne

Sarina Hosseiny ha raccontato di essere fuggita dall’Iran all’età di 14 anni insieme alla madre, dopo essere stata espulsa da due scuole per aver partecipato a una competizione di danza in Turchia, trasmessa da un canale satellitare illegale in Iran. La famiglia conservatrice, con legami con il governo iraniano, aveva minacciato e picchiato sua madre. Da allora, le due donne vivono negli Stati Uniti con uno status precario.

«Mia madre è una persona appassionata e pensava di poter parlare liberamente qui, dopo essere stata minacciata e incarcerata in Iran per le sue idee politiche. Ora si ritrova di nuovo in prigione per lo stesso motivo» — Sarina Hosseiny