Quando Il Diavolo veste Prada debuttò nel 2006, portò alla ribalta il celebre blu ceruleo e svelò il lato meno glamour del mondo della moda e dell’editoria. A distanza di diciotto anni, con l’uscita del sequel, il film torna a far discutere sui culti tossici nei luoghi di lavoro e su come affrontarli.
Durante il tour stampa del nuovo film, Emily Blunt – che interpreta Emily Charlton, la prima assistente iperlavorata e stilosa della direttrice di una rivista – ha ripreso una delle scene più iconiche del primo capitolo. In questa sequenza, la Blunt, truccata con un smokey eye anni Duemila e vestita Valentino, irrompe in ufficio con gli occhi lucidi per un raffreddore. Apparentemente sopraffatta dal malessere e da una mole di lavoro insostenibile, mormora una frase che è diventata un vero e proprio meme per le giovani lavoratrici di oggi: “Mi piace il mio lavoro, mi piace il mio lavoro, mi piace il mio lavoro”.
La scena, come ha rivelato la stessa Blunt in un’intervista a Betches, era stata improvvisata. Ma quando le è stato chiesto se avesse consigli per le giovani donne che odiano il proprio impiego, la sua risposta ha scatenato un acceso dibattito su lavoro, passione e stabilità economica.
“Lasciate il vostro lavoro”
“Lasciate”, ha detto senza mezzi termini. “Trovate qualcosa che vi appassioni davvero. Anche se non guadagnate nulla, purché vi renda felici”. Una dichiarazione che, purtroppo, non tutti hanno trovato realistica.
Sui social, molti utenti hanno sottolineato come, tra inflazione, costi della vita alle stelle e un mercato del lavoro sempre più precario, rinunciare allo stipendio non sia una scelta accessibile a tutti. “Ragazza, l’affitto non si paga con la passione”, ha scritto un utente su X, mentre un altro ha aggiunto: “Non ha torto, ma la passione senza stabilità è un lusso che in pochi possono permettersi”.
Il dibattito tra passione e sopravvivenza
Non tutti, però, hanno accolto la provocazione con scetticismo. Alcuni hanno riconosciuto un fondo di verità nelle parole della Blunt: “C’è del vero in ciò che ha detto Emily Blunt. Non nel ‘lasciate tutto e seguite i vostri sogni’, ma nel non dimenticarsi di se stessi”, ha commentato un utente su X.
Il confronto ha evidenziato quanto sia complesso il tema dell’equilibrio tra vita privata e lavoro ai giorni nostri. Su Reddit, un utente ha osservato: “Non riesco a immaginare cosa avrebbe potuto dire di più gentile. O ‘fregatevene, seguite la vostra passione’ o ‘sopportate, avete bisogno di soldi’. Non esiste una risposta che funzioni davvero”.
Esperienze di lavoro tossiche
Altri utenti hanno condiviso le proprie esperienze in ambienti lavorativi oppressivi. “Ho avuto un capo che ci faceva lavorare 18 ore al giorno, urlando e impedendoci letteralmente di dormire. Ha causato danni fisici e mentali a lungo termine… quindi sì, lasciate quel lavoro”, ha scritto un utente. Tuttavia, lo stesso ha ammesso: “Se pensate che il mercato del lavoro sia così brutto da ricevere solo rifiuti, allora forse non avete scelta”.
“La passione senza stabilità è un lusso che in pochi possono permettersi.” — Utente su X
Il dibattito rimane aperto: seguire la propria passione o accontentarsi per necessità? Una domanda che, soprattutto per le giovani generazioni, non ha ancora una risposta semplice.