Un giudice federale ha bloccato temporaneamente l’amministrazione Trump dal costringere le piattaforme digitali a rimuovere due strumenti che monitorano le attività dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement). La decisione riguarda l’app Eyes Up e il gruppo Facebook ICE Sightings - Chicagoland, entrambi utilizzati per segnalare e documentare le operazioni dell’agenzia federale.

Il giudice Jorge L. Alonso, del Tribunale Distrettuale Settentrionale dell’Illinois, ha emesso un’ordinanza provvisoria a favore dei creatori, Kassandra Rosado e Kreisau Group. Secondo la sentenza, i ricorrenti hanno buone probabilità di vincere la causa, poiché l’azione governativa avrebbe violato il Primo Emendamento, sopprimendo un discorso protetto.

Le due piattaforme utilizzavano dati pubblicamente disponibili per tracciare le attività dell’ICE. Tuttavia, dopo pressioni da parte di funzionari dell’amministrazione Trump, sia l’app che il gruppo sono stati rimossi da Apple App Store e Facebook. Anche altre applicazioni simili, come ICEBlock e Red Dot, sono state eliminate da App Store e Google Play.

La causa cita dichiarazioni pubbliche di ex funzionari, tra cui l’ex procuratore generale Pam Bondi e l’ex segretaria per la sicurezza interna Kristi Noem, che avevano rivendicato pubblicamente la rimozione delle app. Il giudice Alonso ha definito questi interventi come “minacce velate” volte a intimidire i creatori.

La Foundation for Individual Rights and Expression (FIRE), che difende i ricorrenti, ha commentato con soddisfazione la sentenza. In una dichiarazione su X (ex Twitter), l’organizzazione ha affermato di essere “estremamente incoraggiata” dal provvedimento, sottolineando che, sebbene non si tratti della conclusione definitiva della vicenda, rappresenta un passo importante per tutelare il diritto di discutere, registrare e criticare pubblicamente l’operato delle forze dell’ordine.

Fonte: Engadget