Google ha accelerato l’adozione dell’intelligenza artificiale tra i propri dipendenti, dai team tecnici a quelli non tecnici, con l’obiettivo di migliorare la produttività. In un post pubblicato mercoledì sul blog aziendale, il CEO Sundar Pichai ha rivelato che il 75% del nuovo codice sviluppato in Google è generato dall’IA, con una crescita rispetto al 50% registrato nell’autunno 2023.

«Utilizziamo l’IA per generare codice internamente da tempo», ha dichiarato Pichai. «Oggi, il 75% di tutto il nuovo codice di Google è prodotto e approvato dagli ingegneri, un balzo significativo rispetto al passato».

La transizione verso workflow agentici sta rivoluzionando il modo di operare dell’azienda. «I nostri ingegneri stanno orchestrando squadre digitali completamente autonome, attivando agenti in grado di svolgere compiti straordinari», ha aggiunto Pichai. Come esempio, ha citato una recente migrazione di codice complessa, completata in sei volte meno tempo rispetto a un anno fa, grazie alla collaborazione tra agenti e ingegneri umani.

L’IA non cambia solo il codice, ma anche i ruoli

Nonostante l’evoluzione tecnologica, la struttura fondamentale del team di ingegneria di Google rimane invariata. Secondo Richard Seroter, senior director e chief evangelist di Google Cloud, l’approvazione umana del codice generato dall’IA è «fondamentale in questa era». Questo permette agli ingegneri di concentrarsi su compiti di maggior valore, come l’architettura dei sistemi, la progettazione e la risoluzione di problemi complessi.

«Il titolo di *software engineer* sta diventando obsoleto», ha spiegato Seroter. «Gli ingegneri stanno diventando *product engineer* o architetti, spostando il focus dal coding manuale a un modello operativo agentico».

Seroter ha sottolineato come l’IA stia eliminando limiti tradizionali: «Gli ingegneri di Google non sono più vincolati dal tempo o dall’energia umana, ma possono esplorare infinite possibilità a beneficio degli utenti».

L’IA non riguarda solo gli sviluppatori

L’adozione dell’IA in Google non si limita ai team tecnici. Secondo Pichai, i team di marketing hanno utilizzato modelli di intelligenza artificiale per generare migliaia di varianti creative in tempi record. «L’uso dell’IA ha portato a un’accelerazione del 70% dei tempi di consegna e a un aumento del 20% delle conversioni, permettendo di raggiungere il mercato in modo più efficace», ha dichiarato.

Investimenti miliardari nell’infrastruttura IA

Google sta vivendo un periodo di intensa attività. Durante il Cloud Next 2026, l’azienda ha annunciato il lancio di due nuovi chip IA e la disponibilità di una nuova piattaforma, Gemini Enterprise Agent. Inoltre, Pichai ha confermato un investimento fino a 185 miliardi di dollari per potenziare l’infrastruttura necessaria agli agenti IA autonomi.

Recentemente, Google Cloud e il laboratorio Thinking Machines Lab di Mira Murati (ex OpenAI) hanno stretto un accordo da diversi miliardi di dollari per espandere l’infrastruttura IA dell’azienda.

Il futuro: agenti autonomi e esperienze guidate dall’IA

Nei prossimi anni, Google punterà su esperienze basate su agenti. «La fase sperimentale dei semplici copiloti è finita», ha dichiarato Seroter. «Completare tab, chatbot privi di contesto o richieste generiche come *‘IA, avvia questo’* non è più sufficiente. Siamo nell’era in cui l’IA e gli agenti devono svolgere lavori rilevanti, guidati dagli operatori umani».

Per Google, i prossimi anni saranno dedicati alla transizione da una semplice generazione di codice a una gestione automatizzata e intelligente dei processi.