Un nuovo progetto online sta rivoluzionando il concetto di enciclopedia digitale. Si chiama Halupedia, un sito che si spaccia per un clone di Wikipedia, ma che in realtà è generato interamente da allucinazioni artificiali. Ogni ricerca, ogni clic su un link, attiva un modello di intelligenza artificiale che produce contenuti al volo, trasformando l’esperienza di navigazione in un viaggio tra realtà inesistenti e informazioni inventate.

Secondo la descrizione su GitHub, Halupedia si presenta come un’enciclopedia "infinita" in cui ogni voce non esiste fino a quando non viene cercata. Il sito avverte subito i visitatori che si tratta di un esperimento basato sulla fabulazione dell’IA, ma una volta entrati nelle sue pagine, la sensazione di un database di conoscenza reale diventa difficile da scacciare, almeno finché si accetta di sospendere l’incredulità di fronte alle numerose assurdità che vi si incontrano.

Tra le voci più curiose spicca "Il Grande Censimento dei Piccioni del 1887", un presunto progetto ambizioso ma fallimentare della Royal Society for Avian Enumeration (RSFE), che avrebbe tentato di contare ogni colomba crestata dorata nel Regno Unito. L’iniziativa sarebbe stata guidata da Sir Reginald Featherton, un fantomatico ornitologo convinto che un censimento accurato fosse "fondamentale per comprendere l’allocazione delle risorse urbane e per una distribuzione equa delle Briciole Parlamentari".

Come in Wikipedia, anche su Halupedia i nomi propri rimandano ad altre voci. Cliccando su un termine, si può approfondire la storia della RSFE o la biografia di Sir Featherton. Inoltre, è possibile creare nuove voci tramite la barra di ricerca: digitando una query, il sistema propone una serie di titoli di articoli inventati. Ad esempio, cercando "stronzate" tra i risultati compare "Il Mandato Gnomico della Ragione Circolare". Cliccandoci sopra, il sito risponde che sta "risolvendo una disputa accademica minore" prima di generare una nuova pagina, completa di citazioni, riferimenti bibliografici e persino footnote fasulle.

Nonostante l’accumulo di nonsense su nonsense, gli sviluppatori hanno cercato di mantenere una certa coerenza interna, simile a quella dei fan di serie TV o fumetti che si preoccupano della canonicità delle loro opere. Per farlo, hanno implementato una funzione di scrittura in avanti: i link a voci future contengono metadati nascosti che l’IA utilizza per rispettare determinati "fatti canonici", come date importanti. Come spiegato nella pagina GitHub del progetto, "il modello linguistico è istruito per generare contenuti assurdi ma coerenti, senza contraddirsi".

Tuttavia, il sistema non è perfetto. Ad esempio, la voce sulla Royal Society for Avian Enumeration afferma che l’organizzazione si è sciolta nel 1927, mentre l’articolo originale sul Grande Censimento dei Piccioni del 1887 sostiene che sia avvenuto nel 1891. Un errore che dimostra come, anche in un esperimento digitale, la coerenza assoluta sia difficile da mantenere.

Come spesso accade con gli esperimenti su internet non regolamentati, Halupedia è stato vittima di utenti che hanno sfruttato la sua natura anarchica per inserire contenuti volgari o razzisti nei titoli delle voci. Tuttavia, l’IA dietro il progetto sembra ignorare deliberatamente il tono offensivo di queste richieste, generando comunque pagine coerenti con il resto dell’enciclopedia.

Un esperimento affascinante e inquietante, che solleva domande sulla credibilità delle fonti online e sul futuro delle enciclopedie digitali in un’era dominata dall’intelligenza artificiale.

Fonte: Futurism