L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) sta valutando la possibilità di sviluppare un paio di smart glasses per integrare l’applicazione di riconoscimento facciale Mobile Fortify. Secondo quanto riportato da un funzionario del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), questa tecnologia permetterebbe agli agenti di scansionare i volti delle persone in tempo reale per verificare lo status di cittadinanza.
Le informazioni, diffuse durante un incontro a cui ha partecipato un alto ufficiale dell’ICE, sono state confermate da un partecipante alla conferenza, come riportato da 404 Media. Se realizzati, gli smart glasses rappresenterebbero un ulteriore passo verso l’espansione delle capacità tecnologiche dell’amministrazione Trump nel campo delle deportazioni di massa.
Già in passato, 404 Media aveva rivelato che l’ICE e la Customs and Border Protection (CBP) utilizzavano l’app Mobile Fortify per scansionare i volti delle persone e accedere a vaste banche dati governative. Questo strumento consente agli agenti di decidere in tempo reale se detenere una persona o meno.
Durante una conferenza sulla sicurezza di frontiera tenutasi questa settimana, Matthew Elliston, direttore associato dell’ICE per l’analisi dei sistemi di polizia, ha dichiarato che gli smart glasses sono stati proposti come soluzione per “integrare Mobile Fortify”. Elliston ha aggiunto che gli attacchi contro gli agenti dell’ICE sono aumentati del 1400%, una cifra contestata da alcune fonti, e che la tecnologia indossabile permetterebbe agli agenti di operare in modo più sicuro e rapido.
Già mesi fa, 404 Media aveva appreso da un funzionario del DHS che l’ICE stava valutando l’uso degli smart glasses. All’epoca, tuttavia, non esisteva alcuna documentazione ufficiale. Recentemente, il giornalista indipendente Ken Klippenstein ha pubblicato un documento di bilancio in cui si menziona il piano del DHS di sviluppare “prototi di hardware innovativo, come gli smart glasses, per dotare gli agenti di accesso in tempo reale a informazioni e capacità di identificazione biometrica sul campo”.
L’esistenza di Mobile Fortify era stata rivelata in precedenza grazie a email trapelate dell’ICE. L’applicazione, installata sui telefoni di lavoro degli agenti, esegue il riconoscimento facciale scansionando il volto di una persona e confrontandolo con una banca dati di 200 milioni di immagini. In pochi secondi, l’app restituisce il nome, la nazionalità, la data di nascita, identificatori unici come il numero di “straniero” e informazioni su eventuali provvedimenti di espulsione emessi da un giudice.
404 Media ha documentato casi in cui agenti dell’ICE e della CBP hanno utilizzato l’app per strada, anche in territorio statunitense. Inoltre, secondo quanto riportato, l’ICE ritiene che le persone non possano rifiutarsi di essere sottoposte alla scansione, e che l’app abbia erroneamente identificato una donna per due volte.
Un portavoce del DHS ha dichiarato a 404 Media che, al momento, “non sono stati stanziati fondi per questo progetto”.